Anoressia, sempre più maschi, colpiti un uomo ogni 4 donne

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 23 Gen 2020 alle ore 6:27am

Di anoressia soffrono anche gli uomini: uno su quattro donne, tre milioni in tutto in Italia. Gli uomini che soffrono di disturbi alimentari, vivono una condizione di disagio maggiore rispetto alle pazienti e ricevono diagnosi più tardive. A causa dei pregiudizi, i maschi si vergognano di farsi curare e i medici riconoscono e diagnosticano con più difficoltà.

Dell’argomento ne parlano gli specialisti dell’Associazione medici endocrinologi (Ame) che sottolineano come a sottovalutare il problema siano soprattutto i medici, a causa di un pregiudizio diagnostico di genere. L’età in cui si presenta la malattia come per le ragazze è intorno ai 14-15 anni. Negli ultimi anni, riferiscono gli esperti, sono stati registrati casi anche a partire dai nove anni. Ma per questi giovanissimi non esistono ancora centri o percorsi dedicati poiché’ l’anoressia è sempre stata considerata una ‘malattia da femmine’.

“L’anoressia degli uomini si manifesta in parte con gli stessi sintomi femminili, ma molto spesso l’ossessione per la forma fisica può esprimersi attraverso una attività sportiva compulsiva, oltre ad un comportamento alimentare dannoso”. A spiegarlo è Simonetta Marucci, endocrinologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare.

“I ricercatori per anni hanno escluso gli uomini dalla maggior parte degli studi e standardizzato i protocolli clinici e diagnostici solo sulla popolazione femminile – aggiunge – sarebbe invece importante che i professionisti della salute cominciassero a riconoscere i sintomi e comprendessero le emozioni e i vissuti che questi ragazzi sperimentano, per poter intervenire efficacemente con strumenti e strategie adeguate”.

Altra malattia da sempre ‘letta’ femminile è la pubertà precoce, che colpisce contrariamente a quanto si creda, non solo le femmine. “I motivi di questo processo sono da ricercare principalmente nel peggioramento delle condizioni ambientali, in particolare negli inquinanti ambientali che si trovano nell’atmosfera, nell’acqua e negli alimenti, i quali hanno la capacità di stimolare le ghiandole endocrine e, soprattutto, la funzione testicolare e ovarica”, come afferma Vincenzo Toscano, past president dell’Ame.