gennaio 25th, 2020

Moda e natura racchiusi nell’Herbarium di A.I.

Pubblicato il 25 Gen 2020 alle 7:02am

E’ ispirato alla natura con l’Herbarium, il nuovo progetto espositivo di A.I Artisanal Intelligence, curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de Navasques, che viene mostrato nella ex Caserma Guido Reni dal 23 al 26 gennaio. A.I.

Herbarium prende ispirazione da quello di Emily Dickinson datato 1845: la cura scientifica che la scrittrice mise nel suo erbario rivela il suo immenso amore per la natura che ha influenzato tutta la sua poetica.

A.I. prende spunto dall’amore per le specie floreali della scrittrice. La scenografia è un piccola casa con giardino con gli interni realizzati con antichi testi e stampe botaniche, grazie alla collaborazione con Valentina La Rocca, proprietaria dell’Antica Libreria Cascianelli, e grazie al prestito di 13 antiche teche erbari del Museo dell’Orto Botanico di Roma. Il simbolo della couture è un abito di Galitzine su immagine di Dior della collezione della Sartoria Farani.

La visione artistica è rappresentata dalla performance dell’artista Marina Viola Cavadini: Les Doigts En Fleur: le immagini dei tableaux vivant dove performer indossano accessori progettati con proprietà tattili e visive. Le estremità morbide, lucide e appuntite del corpo umano sfumano nelle piante invitandoci a riconsiderare la nostra relazione con l’alterità. I performer si fondono con la flora circostante in una forma che predilige linguaggi non verbali.

Raf – Tozzi, tour nei teatri: aggiunta una seconda data a Milano, Torino e Bergamo!

Pubblicato il 25 Gen 2020 alle 6:54am

Dopo l’annuncio del tour nei teatri italiani, in cui RAF e UMBERTO TOZZI porteranno dal vivo i loro due repertori indimenticabili rivisitati a due voci, si aggiungono ora altre 3 nuove date: una seconda data a Milano (15 aprile – Teatro degli Arcimboldi), Torino (20 aprile – Teatro Colosseo) e Bergamo (21 aprile – Teatro Creberg). (altro…)

Tumore alla vescica, un caso su 20 associato all’uso di acqua dal rubinetto

Pubblicato il 25 Gen 2020 alle 6:13am

In Europa, un caso su 20 di tumore alla vescica, associato a prodotti chimici presenti nell’acqua che beviamo dal nostro rubinetto di casa. I ricercatori, parlano infatti, di un totale di 6.561 casi l’anno in 26 paesi del mondo. L’Italia non fa alcuna eccezione in merito.

A dirlo, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Environmental Health Perspectives”, da cui emerge anche che concentrazioni massime dei contaminanti hanno superato il limite di 100 microgrammi per litro in 9 paesi, tra cui, appunto, anche l’Italia.

Ricerche precedenti avevano associato il cancro alla vescica a l’esposizione prolungata a un gruppo di sostanze chimiche chiamate trialometani (THM), come il cloroformio, risultate cancerogene negli studi sugli animali e che si formano come sottoprodotto indesiderato quando l’acqua veniva disinfettata negli impianti.

Per stimare l’entità del problema e del rischio, i ricercatori del Barcelona Institute for Global Health, hanno analizzato la presenza di sostanze chimiche nell’acqua potabile negli stati UE tra il 2005 e il 2018, inviando questionari agli organismi responsabili della qualità delle acque nazionali.

In 16 anni i virus più pericolosi in grado di colpire l’uomo

Pubblicato il 25 Gen 2020 alle 6:01am

In sedici anni sono cinque i virus che hanno fatto il “salto di specie”, passando dalla specie animale a quella umana. E poi da uomo a uomo. Di questi virus, tre appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa da cui viene identificato il virus “2019-nCoV”, che ha cominciato a diffondersi in Cina a Wuhan. Secondo gli esperti, infatti, ciò sarebbe da attribuire a “fenomeni legati anche ai cambiamenti dell’ecosistema”.

Risalirebbe al 2003 la mutazione del virus della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), che era stato trasmesso dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo. Sei anni dopo, nel 2009, è stata la volta del virus dell’influenza A H1N1 trasmesso dagli uccelli ai suini e da questi all’uomo: un vero e proprio collage con elementi di tre specie che ha generato il quarto virus pandemico dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.

Nel 2012 era stata la volta della Mers (Middle East Respiratory Syndrome), un altro coronavirus che dai pipistrelli viene trasmesso ai cammelli e poi all’uomo. Nel 2014 si è parlato invece del virus della febbre emorragica di Ebola indicato con la sigla 2019-nCoV, passando dai pipistrelli ad un serbatoio animale ancora non chiaramente identificato e che da lì sarebbe conseguentemente mutato in modo da adattarsi all’organismo umano.

Nel frattempo l’aumento dei casi di polmonite legata a coronavirus ha portato la Cina a intensificare il monitoraggio, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive respiratorie. La città di Wuhan, dove è stato identificato il primo caso di nuova infezione da coronavirus (2019-nCoV), ha confermato un terzo decesso il 18 gennaio. Secondo una nota diffusa alle prime ore di ieri delle autorità sanitarie locali, negli ultimi due giorni sono stati segnalati nuovi casi, pari a 136. Tra i nuovi pazienti infetti a Wuhan, 66 sono maschi e 70 femmine, con un’età compresa tra i 25 e gli 89 anni, di cui 36 in condizioni gravi o critiche o deceduti.

Questi pazienti prima del 18 gennaio hanno mostrato sintomi come febbre, tosse, fastidio al torace o dispnea. Le autorità sanitarie locali hanno dichiarato che sono stati segnalati tre nuovi casi di polmonite legati al coronavirus, due a Pechino e uno a Shenzhen. Si tratta della prima volta che il virus e’ stato identificato in Cina al di fuori di Wuhan. Tutti e tre i pazienti si erano recati a Wuhan di recente.

“Consultate il medico e vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio. Valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari”. Questi i consigli che arrivano per i viaggiatori diretti alla città cinese di Wuhan, da parte del ministero della Salute italiano negli aeroporti.