marzo 2nd, 2020

Mangiare da soli fa male alla salute, soprattutto per gli uomini. Ecco perché

Pubblicato il 02 Mar 2020 alle 7:58am

Secondo una ricerca condotta dalla Dongguk University Ilsan Hospital di Seoul, pubblicata sulla rivista scientifica Obesity Research & Clinical Practice mangiare da soli fa male alla salute, per gli uomini di più. (altro…)

Pistacchi, per regolare intestino e colesterolo

Pubblicato il 02 Mar 2020 alle 7:44am

Una dieta sana ed equilibrata e l’attività fisica, sono la chiave essenziale per restare giovani più a lungo, dentro e fuori. Per questo è consigliabile inserire i pistacchi nella propria alimentazione quotidiana. A causa di una combinazione vincente, di minerali, vitamine e antiossidanti, da utilizzare tutti i giorni come snack anti-aging, nella pausa in ufficio o dopo l’allenamento in palestra.

Un’ultima ricerca scientifica è stata commissionata da American Pistachio Growers dimostra che consumare quotidianamente pistacchi può influenzare positivamente l’invecchiamento cellulare e la longevità aiutando a diminuire il danno al DNA e aumentando l’espressione dei geni correlati ai telomeri, piccole porzioni di DNA che ne proteggono l’estremità dal deterioramento o dalla fusione con cromosomi confinanti.

La dottoressa Sara Cordara, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizionista, sostiene che il pistacchio faccia bene alla nostra salute perché apporta un’incredibile quantità di nutrienti. In primis, quello americano, è ricco di Omega 3 e Omega 6, grassi buoni che aiutano a mantenere un normale livello di colesterolo nel sangue e a sviluppare il sistema nervoso del feto (per chi è in dolce attesa) in modo corretto grazie anche alla presenza di acido folico. Inoltre, la presenza di fibre aiuta anche a migliorare le funzionalità intestinali e prevenire la stitichezza. Il pistacchio contiene inoltre rame, minerale prezioso e indispensabile per l’assorbimento di ferro, quindi ottimo rimedio naturale contro l’anemia. Stimola il buonumore, combatte lo stress e la presenza di vitamina B6 favorendo la produzione della mielina, aiutando fibre nervose a scambiarsi informazioni in modo corretto ed essenziale. Grazie al contenuto di calcio aiuta ossa e denti a crescere forti e in salute. La presenza della luteina e della zeaxantina, due antiossidanti contenuti in grande quantità nel pistacchio, è in grado di arginare il rischio di contrarre malattie agli occhi, come la degenerazione maculare, patologia tipica della terza età.

Ma quanti pistacchi al giorno dobbiamo mangiare? L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di mangiare non oltre 30/35 gr di pistacchi al giorno, che corrispondono a circa 49 pistacchi, da consumare preferibilmente come spuntino a metà mattina o nel pomeriggio. Chi soffre di cardiopatia o insufficienza renale dovrebbe evitare il consumo di pistacchi salati.

La dieta anti-aging coi pistacchi

Ecco un esempio di schema dietetico anti-aging da riprodurre quotidianamente.

ORE 8:00 COLAZIONE 15 gr di pistacchi americani + the nero/verde e qualche biscotto integrale. ORE 10:30 SPUNTINO: yogurt intero bianco + 1 kiwi. ORE 13:00 PRANZO: 80g di riso integrale con piselli e salmone + bietole/spinaci e una manciata di semi. ORE 16:30 MERENDA: 1 arancia + 15g di pistacchi americani. ORE 20:00 CENA: 200g di ceci + broccoli scottati + 2 fette di pane di segale o integrale.

Come riconoscere una dipendenza da zucchero e combatterla

Pubblicato il 02 Mar 2020 alle 6:28am

Gli zuccheri come una vera e propria droga, inducono all’assuefazione. Una nutrizionista rivela come si può porre fine a questa dipendenza. Ecco alcuni consigli dell’esperta, Leisa Cockayne, nutrizionista e healthy coach di origine irlandese, in un’intervista al Daily Mail:

«Non appena il cervello rileva un basso livello di zucchero nel sangue, passa rapidamente alla modalità “panico” e richiede più glucosio, provocando il desiderio di qualcos’altro che lo fornisca rapidamente».

Una dipendenza vera e propria, provocata anche dalla mente: «Oltre alle voglie e alla crisi energetica, un altro segnale di dipendenza da zucchero è la personale reazione emotiva a ciò che si ha appena mangiato – spiega Cockayne – Un’abbuffata di zuccheri può far sentire in colpa, inducendo sentimenti di vergogna e autocritica, che portano a rimpianti.

Questa montagna russa di picchi alti e bassi di zucchero ha un impatto negativo anche sugli ormoni, portando a letargia in alcuni soggetti, ad attacchi d’ansia in altri. Se la dipendenza è grave, anche la sindrome premestruale può esserne disturbata».

Per fermare il ciclo da dipendenza da zuccheri occorre fare una pausa, adottare un approccio più consapevole a ciò che si sta mangiando e osservando come gli alimenti zuccherati ci fanno sentire. «Più si consumano zuccheri, più li si brama – aggiunge Cockayne – Tuttavia, una volta che si imparano a gestire le voglie di zucchero, queste iniziano a diventare sempre più deboli fino a quando non scompaiono del tutto.

Anzi, quando si smette di mangiare zucchero per un periodo di tempo prolungato, il senso del gusto si intensifica. Infatti, lo zucchero maschera altri sapori, perciò limitandolo, ne “scoprirete” di nuovi o dimenticati, che allontaneranno l’ossessione da zuccheri».

1. Rimandare le voglie 2. Cambiate le abitudini 3. Bevete tisane 4. Concedetevi uno sgarro 5. Seguite una dieta bilanciata