marzo 9th, 2020

Coronavirus, Italia “zona protetta”: spostamenti vietati se non per comprovate necessità. Conte: “Non c’è più tempo”

Pubblicato il 09 Mar 2020 alle 10:12pm

“Tutta Italia sarà zona protetta”. Non più zona rossa, verde o gialla. Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità, in tutta Italia come fino a oggi in Lombardia e nelle 14 province. Lo ha annunciato il premier Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi, in diretta televisiva, confermando quanto preannunciato dal ministro per i Rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, parlando di “progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”.

Gli spostamenti in tutta Italia saranno possibili solo per motivi di lavoro, necessità o salute. Viene disposto anche il “divieto degli assembramenti all’aperto e nei locali”. Il premier ha anche ufficializzato la proroga della chiusura delle scuole e delle università fino al 3 aprile e lo stop a tutto lo sport, Serie A compresa: “Non c’è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive”.

“Abbiamo adottato una nuova decisione come governo, siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare tutte le nostre abitudini. Capisco le famiglie, i giovani, sono abitudini che ragionevolmente con il tempo alla luce delle nostre raccomandazioni potranno esser modificate, ma tempo non c’è n’è. C’è una crescita importante dei contagi e delle persone decedute”. I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahimè anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”. “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘#iorestoacasa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia zona protetta”.

Così Conte ha spiegato le ragioni del nuovo decreto che “andrà in Gazzetta Ufficiale stasera”: le norme “entrano in vigore domani mattina (martedì mattina, ndr)”. “Ho sentito il presidente delle regioni Bonaccini“, per confermare che anche le Regioni fossero d’accordo con le misure. “Chiaramente ho informato anche il Presidente della Repubblica dell’iniziativa”, ha aggiunto Conte.

“Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”. Possibile inoltre uno scostamento ancora maggiore rispetto a quanto preventivato (da 2,2% a 2,5%) per il rapporto Deficit/Pil. Conte ha sottolineato che per il momento è un’ipotesi su cui il Governo sta lavorando.

Poche ore fa, il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, nel suo punto quotidiano sull’emergenza coronavirus in Italia ha annunciato che sono 724, 102 in più di ieri. Morti 463, 97 in più di ieri. Con la divisione per fasce di età: 1% da 50 a 59 anni; 10% da 60 a 69; 31% da 70 a 79; 44% da 80 a 89; 14% ultra novantenni. E malati, che sono saliti a 7.985, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il commissario ha poi fatto sapere che sono state consegnate in tutto il nostro Paese circa un milione di mascherine protettive, centomila delle quali sono state fornite agli impianti penitenziari. “Da domani distribuiremo 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage” per lo screening del coronavirus”.

Il premier sentirà nelle prossime ore anche le opposizioni per decidere sulle misure da adottare dal punto di vista economico-sociale.

Coronavirus, Israele, vaccino vicino. L’Istituto Migal: “Ora test in vitro e poi avvio produzione”

Pubblicato il 09 Mar 2020 alle 4:03pm

Il Galilee Reasearch Istitute (Migal) di Israele ha annunciato di aver raggiunto «risultati scientifici» che possono «portare alla rapida creazione di un vaccino contro il coronavirus». Lo ha fatto sapere lo stesso Migal secondo cui «questa possibilità è stata identificata come sottoprodotto dello sviluppo di un vaccino contro l’Ibv (virus della bronchite infettiva), una malattia che colpisce il pollame, la cui efficacia è stata dimostrata in studi preclinici condotti presso l’Istituto stesso». (altro…)

Vescica, con la ricostruzione la pipì scappa diversamente

Pubblicato il 09 Mar 2020 alle 7:03am

A dire degli esperti, devono passare circa due mesi dopo essersi sottoposti all’intervento di ricostruzione della vescica perché il cervello si abitui a riconoscere il nuovo stimolo. (altro…)

Come attivare il metabolismo, mangiando

Pubblicato il 09 Mar 2020 alle 6:32am

La dieta può aiutarci a rendere il metabolismo più reattivo. E’ molto importante alimentarci bene, vediamo come:

1. Diminuire il consumo di alimenti ricchi di zuccheri. I carboidrati semplici e gli zuccheri raffinati aumentano i livelli di glucosio nel sangue. In presenza di questa condizione il metabolismo può rallentare. Pertanto, mantenere il glucosio entro certi livelli è possibile sostituendo quelli raffinati ad alto contenuto di grassi con carboidrati complessi e proteine. 2. Alcune spezie che aiutano ad insaporire i nostri piatti, vengono considerate brucia grassi. Parliamo di: peperoncino, pepe, zenzero, curcuma, zafferano, cardamomo, cumino e cannella. 3. Non saltare la colazione e fare pasti regolari. Saltare la prima colazione non fa dimagrire… Anzi. Fa avere più fame dopo quando si mangia a pranzo. Oltre a non saltare i pasti, non bisognerebbe neanche distanziare per più di 5 o 6 ore un pasto dall’altro perché potrebbe rallentare il metabolismo. 4. Bere tanta acqua! Per ottimizzare al meglio l’attività metabolica è importante bere molta acqua. Diversi studi chiariscono che bere più acqua migliora il metabolismo e aiuta anche a consumare più calorie. L’acqua è poi fondamentale per mantenere idratato l’organismo e quindi migliorare anche la buccia d’arancia, e conseguentemente la ritenzione idrica. 5. Fare attività fisica moderata. L’ideale è fare attività fisica aerobica e semplice passeggiate a passo veloce, o ancora, cyclette, ginnastica dolce, nuoto. Infatti una attività fisica a bassa intensità ci aiuta a bruciare più grassi rispetto a una a più alta intensità. Per dimagrire è quindi condizione imprescindibile che la quantità di calorie che bruciamo sia superiore rispetto alla quantità di calorie che introduciamo. Si può iniziare 15 minuti per poi continuare con 20, 30 e aumentare ancora. 6. Da evitare le diete lampo o quelle che fai da te. Gli esperti raccomandano di evitare una dieta ipocalorica o al di sotto delle 1000 calorie o che presenti un netto sbilanciamento dei nutrienti, perché può rivelarsi controproducente. Quando infatti la perdita di peso avviene molto rapidamente in realtà perdiamo acqua, massa muscolare e solo alla fine adipe. 7. Alimenti che aiutano il metabolismo: tè verde, cacao, carciofo, limone, e alcuni tipi di alghe che stimolano il metabolismo basale grazie alla presenza di iodio. 8. Sonno. Oltre a mangiare bene è importante anche dormire bene. Almeno 8 ore a notte. Il dormire poco favorisce stanchezza fisica e muscolare, stress, più appetito e quindi anche accumulo di grassi in eccesso.

Coronavirus, criteri di accesso cure intensive (e di dimissione) e natura etica

Pubblicato il 09 Mar 2020 alle 6:16am

Le previsioni sull’epidemia da Coronavirus (Covid-19) in alcune regioni italiane stimano per le prossime settimane, in molti centri, un aumento dei casi di tale entità da determinare un enorme squilibrio tra le necessità cliniche reali della popolazione e la disponibilità effettiva di risorse intensive”, si legge nella relazione tecnica della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva Siaarti.

“È uno scenario in cui potrebbero essere necessari criteri di accesso alle cure intensive (e di dimissione) non soltanto strettamente di appropriatezza clinica e di proporzionalità delle cure, ma ispirati anche a un criterio il più possibile condiviso di giustizia distributiva. Uno scenario di questo genere è sostanzialmente assimilabile all’ambito della “medicina delle catastrofi”, per la quale la riflessione etica ha elaborato nel tempo molte concrete indicazioni per i medici e gli infermieri impegnati in scelte difficili”.