“Tutta Italia sarà zona protetta”. Non più zona rossa, verde o gialla. Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità, in tutta Italia come fino a oggi in Lombardia e nelle 14 province. Lo ha annunciato il premier Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi, in diretta televisiva, confermando quanto preannunciato dal ministro per i Rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, parlando di “progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”.

Gli spostamenti in tutta Italia saranno possibili solo per motivi di lavoro, necessità o salute. Viene disposto anche il “divieto degli assembramenti all’aperto e nei locali”. Il premier ha anche ufficializzato la proroga della chiusura delle scuole e delle università fino al 3 aprile e lo stop a tutto lo sport, Serie A compresa: “Non c’è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive”.

“Abbiamo adottato una nuova decisione come governo, siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare tutte le nostre abitudini. Capisco le famiglie, i giovani, sono abitudini che ragionevolmente con il tempo alla luce delle nostre raccomandazioni potranno esser modificate, ma tempo non c’è n’è. C’è una crescita importante dei contagi e delle persone decedute”. I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahimè anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”. “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘#iorestoacasa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia zona protetta”.

Così Conte ha spiegato le ragioni del nuovo decreto che “andrà in Gazzetta Ufficiale stasera”: le norme “entrano in vigore domani mattina (martedì mattina, ndr)”. “Ho sentito il presidente delle regioni Bonaccini“, per confermare che anche le Regioni fossero d’accordo con le misure. “Chiaramente ho informato anche il Presidente della Repubblica dell’iniziativa”, ha aggiunto Conte.

“Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”. Possibile inoltre uno scostamento ancora maggiore rispetto a quanto preventivato (da 2,2% a 2,5%) per il rapporto Deficit/Pil. Conte ha sottolineato che per il momento è un’ipotesi su cui il Governo sta lavorando.

Poche ore fa, il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, nel suo punto quotidiano sull’emergenza coronavirus in Italia ha annunciato che sono 724, 102 in più di ieri. Morti 463, 97 in più di ieri. Con la divisione per fasce di età: 1% da 50 a 59 anni; 10% da 60 a 69; 31% da 70 a 79; 44% da 80 a 89; 14% ultra novantenni. E malati, che sono saliti a 7.985, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il commissario ha poi fatto sapere che sono state consegnate in tutto il nostro Paese circa un milione di mascherine protettive, centomila delle quali sono state fornite agli impianti penitenziari. “Da domani distribuiremo 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage” per lo screening del coronavirus”.

Il premier sentirà nelle prossime ore anche le opposizioni per decidere sulle misure da adottare dal punto di vista economico-sociale.

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