marzo 12th, 2020

Napoli, Coronavirus: il farmaco per la cura funziona, la Roche lo donerà a tutti gli ospedali che ne faranno richiesta

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 5:20pm

L’impiego del farmaco anti-artrite reumatoide funziona contro il coronavirus. Una speranza concreta arriva da Napoli. Infatti, il Tocilizumab, dicono i medici che lo hanno testato sui pazienti, offre risultati molto incoraggianti in appena 24/48H anche in condizioni critiche. E per questo motivo la Roche che lo produce, ha pensato di regalarlo a tutti gli ospedali italiani che ne faranno richieste.

I primi risultati, arrivano dalla collaborazione tra Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” e l’Ospedale dei Colli direttamente con la Cina.

“L’Azienda ha dato la propria disponibilità ad AIFA per avviare uno studio clinico sull’efficacia e sicurezza di tocilizumab anche in questi pazienti affetti da Covid-19. Se vogliamo lasciare un’impronta, come Azienda e come persone, dobbiamo pensare in maniera diversa e mettere a disposizione del Paese le nostre competenze e le nostre risorse”, sottolinea il Presidente e Amministratore delegato di Roche Farma Maurizio de Cicco.

“Ottimi risultati in pochi giorni” “Abbiamo ripreso e portato avanti uno studio cominciato in Cina. Si tratta di un farmaco che viene utilizzato per la cura del’artrite reumatoide – spiega Vincenzo Montesarchio, direttore dell’Uoc di Oncologia del Monaldi in un’intervista rilasciata a NapoliToday- e che va a incidere sulla polmonite, la conseguenza più grave dell’infezione da Coronavirus. Siamo molto fiducosi – prosegue Montesarchio – ma dovremo attendere tutto il decorso del primo paziente test e poi monitorare anche gli altri su cui è stata provata la cura. E’ anche gratuito – specifica il direttore dell’Oncologia del Monaldi – stiamo fornendo anche ad altri ospedali tutte le spiegazioni del caso. Chiunque voglia usarlo è già nella possibilità di farlo”.

“Va testato su molte persone” “Abbiamo parlato ieri con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per avviare un protocollo su tutto il territorio nazionale, che possa valutare l’efficacia del farmaco testato a Napoli per la cura di effetti infiammatori gravi causati da Covid-19”, spiega Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute ad Agorà su Raitre. “Per poter dire con certezza se sia realmente efficace va testato su molte persone e in modo serio, non soltanto su due come fatto da colleghi ci Napoli, che però hanno avviato un discorso importante. Come tempi per risultati stiamo parlando di settimane se non mesi”, ha concluso Ricciardi.

Luciano Ligabue celebra 30 anni di grandissima carriera musicale con un tour europeo

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 7:43am

Il 2020 è un anno molto importante per LUCIANO LIGABUE che celebra 30 anni di grandissima carriera musicale! (altro…)

Medicuore e Francesco Montaperto vicini a chi è in prima linea per l’emergenza coronavirus. Raccolte fondi e prossimi eventi per aziende sanitarie locali. La nostra intervista

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 6:49am

Tuttoperlei.it ha intervistato Francesco Montaperto , direttore commerciale e anima pulsante di Medicuore, Associazione Medici Brianza e Milano Onlus, che all’interno conta circa 50 medici di base, specialisti e ospedalieri, che operano principalmente su Monza Brianza e Milano, progettando, promuovendo e realizzando eventi benefici, sportivi, culturali e sociali, in prevalenza a sostegno dell’infanzia sofferente, bambini affetti da deficit psico-fisici (sindrome di Down, leucemia, neoplasie infantili, patologie neonatali – ma anche a bambini che hanno subito abusi o che vivono in realtà disagiate, sia sul territorio nazionale che all’estero), per migliorarne la qualità di vita e di salute. L’associazione Onlus nasce grazie al suo presidente e fondatore Dr. Alberto Penati, dermatologo, nel 1996. Da allora tanti i progetti realizzati in Italia e all’estero.

Montaperto ci ha parlato della sua ammirazione per medici ed infermieri impegnati in prima linea per questa emergenza sanitaria da coronavirus, la necessità per ora, di #restareacasa , le possibili ripercussioni sull’economia, famiglie e imprese, eventi benefici, raccolte fondi per aiutare strutture sanitarie locali, e persone in difficoltà.

Buongiorno Francesco, come stà?

Buongiorno, per ora bene, ma in apprensione, come la maggior parte degli italiani. Maggior parte, perché mi preoccupa l’atteggiamento dei giovani, non sembrano preoccupati. Invece, dovrebbero, poiché la situazione sanitaria è complessa e non risparmia nessuno, se non si presta attenzione. Invece, bisogna fare squadra, tutti insieme, nessun escluso.

Come sta affrontando l’Associazione Medici Brianza e Milano il difficile momento legato al virus Covid-19?

Come da direttive nazionali, sono stati annullati tutti gli eventi previsti, erano tanti, interessanti e ci permettevano di raccogliere fondi per aiutare chi è in difficoltà. Ma con l’emergenza sanitaria in corso ci stiamo attrezzando per non sospendere la raccolta, in modi diversi con delle iniziative a sostegno delle strutture sanitarie presenti in provincia di Monza e Brianza.

Quale impatto potrebbe avere sul Paese questo inevitabile stop? Ci sono tante imprese e lavoratori già in palese difficoltà…

Sarà un’ impatto molto importante si stima una perdita di 5-7 miliardi di euro nel caso in cui la crisi si prolunghi fino a qualche mese. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha stimato una riduzione del Pil dello 0,2% circa nell’arco di un anno. Turismo, moda, food, vino, export, subiranno dei pesanti stop, 6 mila metalmeccanici sono fermi. Per Pasqua sono crollate tutte le prenotazioni ovunque. Insomma una situazione davvero molto complessa.

Doveva essere un 2020, per Medicuore, con inizio di grandi eventi ed impegni sopratutto nel calcio, con quadrangolari benefici e gare della Coppa Italia Medici: state già pensando a come ricalendalizzare questi appuntamenti benefici?

Sì. Abbiamo fatto delle previsioni, giusto per carpire come organizzare e quali eventi riproporre. Però con l’effetto dell’emergenza è difficile ora riprepare un calendario. Non si sa l’evoluzione del virus e tanto meno quando il tutto finirà.

In attesa di nuove indicazioni governative, pensate da metà aprile, di proseguire la macchina organizzativa con gli eventi già in programma, o state pensando ad un piano-B a scopo precauzionale?

Metà aprile è una data importante per sapere l’evoluzione del Virus, sicuramente stiamo valutando un piano B, che vedrà il suo sviluppo in base alla situazione futura. Per ora attendiamo fiduciosi.

Avete qualche idea in bozza per sostenere il territorio? Sì avevamo pensato ad una maglia con uno slogan, #IONONMIFERMO, inteso come raccolta fondi e come sostegno agli altri, non di sicuro organizzando eventi. Questa è una delle idee già avvallata da alcuni nostri sostenitori. Comunque a breve ci saranno importanti novità.

Un messaggio per i medici ed infermieri, da sempre professioni fondamentali ed uniche nel mondo.

Cito una frase bellissima del Dalai Lama: Quanto più ci preoccupiamo della felicità altrui, tanto più grande è il nostro senso di benessere. Coltivare un sentimento intimo e affettuoso verso il prossimo pone di conseguenza la mente a suo agio. Questa è la definitiva fonte di successo nella vita. Ed aggiungo, tutta la mia ammirazione, per una professione di una difficoltà estrema e dico a quelle persone che si lamentano di #stareacasa, pensate solo per un attimo al lavoro di questi medici e/o operatori sanitari e capirete che forse è meglio annoiarsi a casa tra letto e divano.

Lavoro precario rende meno stabili emotivamente e porta a una minore tolleranza allo stress

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 6:01am

A volte si pensa che un posto di lavoro incerto possa stimolare la produttività del lavoratore, che a costo di mantenere il proprio posto di lavoro si impegna anche oltre il più possibile. Forse questo è vero all’inizio, ma poi, dicono i ricercatori, a lungo termine, le cose cambiano. «La nostra ricerca suggerisce che potrebbe non essere così se la situazione persiste – spiega Lena Wang, co-autrice di uno studio condotto dalla Rmit University’s School of Management e pubblicato sul Journal of Applied Psychology .– Anzi, abbiamo scoperto che coloro che sono esposti in maniera cronica all’insicurezza lavorativa hanno maggiori probabilità di ridurre gli sforzi ed evitare di costruire relazioni di lavoro forti e positive, cosa che può compromettere la produttività nel lungo periodo».

Lo studio in questione, è riuscito ad analizzare più di 1000 persone, scoprendo anche i dati raccolti da un’indagine sulle famiglie, sul reddito e sul lavoro condotta in Australia (Hilda). Il questionario ha posto domande sulla sicurezza lavorativa e personalità a 1.046 dipendenti per un periodo di 9 anni. Gli studiosi hanno applicato un quadro della personalità noto come Big Five, che enuclea cinque grandi tratti: stabilità emotiva, gradevolezza, coscienziosità, estroversione e apertura.

I risultati dello studio hanno infatti rilevato che l’insicurezza lavorativa a lungo andare ha influito negativamente soprattutto sui primi tre tratti: stabilità emotiva, gradevolezza e coscienziosità. Secondo gli studiosi, aspetti questi della personalità legati al raggiungimento degli obiettivi in modo affidabile, all’andare d’accordo con gli altri e a far fronte allo stress.