marzo 21st, 2020

Coronavirus, su quali superfici resiste di più. Come comportarsi

Pubblicato il 21 Mar 2020 alle 6:27am

Il coronavirus può resistere non più di quattro ore su rame, cinque sul cartone, perde di forza dopo 7 ore sulla plastica e scomparire dopo 72. Mentre sull’acciaio sparire dopo 48 ore.

I risultati vengono dati da una ricerca pubblicata sul New England Jounral of medicine. Il professor Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, avverte però: «Stiamo parlando di prove di laboratorio, hanno fatto una cultura di virus, le hanno testate, hanno valutato la durata. Ma quando qualcuno emette il virus lo fa insieme a materiale biologico. Insomma, quello che avviene in laboratorio non è esattamente sovrapponibile con quello che avviene nella realtà. Giusto essere prudenti, ma non bisogna enfatizzare. Ma ci sono alcune buone procedure da seguire, come pulire sempre le maniglie. O disinfettare l’ascensore, da prendere comunque da soli».

In sintesi ecco alcune regole:

«Quali sono? Rimanere a casa, lavarsi spesso le mani, non toccarsi mai occhi, naso e bocca e se uno deve proprio uscire mantenere sempre una distanza di sicurezza da qualsiasi altra persona». La plastica, secondo la ricerca, è uno dei materiali in cui può, per varie ore, restare il coronavirus e con cui abbiamo più spesso a che fare quando andiamo a fare la spesa. Esempio: abbiamo acquistato la classica confezione da sei bottiglie d’acqua minerale al supermercato, come ci comportiamo? «Semplicemente la plastica con cui è avvolta la confezione la gettiamo, le bottiglie possiamo pulirle con acqua e detergente. Se tocchiamo il cartone della pizza è molto improbabile che possa restare a lungo il coronavirus – spiega il professor Cauda – però anche in questo caso c’è una misura di prevenzione che vale su tutte: lavarsi le mani».

Ricapitolando: un buon detergente o addirittura un buon disinfettante possono esserci di aiuto se vogliamo eliminare qualsiasi rischio dalle maniglie della porta di casa, dai tasti degli ascensori, dalle confezioni di plastica. Indossiamo dei guanti usa e getta se andiamo al supermercato, perché veniamo a contatto con carrelli, casse, buste della spesa, banchi frigo, scaffali, prodotti enogastronomici. L’Istituto superiore della Sanità spiega che comunque «l’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone. Bisogna disinfettare sempre gli oggetti che si usano frequentemente (telefoni cellulari, auricolari, microfoni) con un panno inumidito a base di alcol».

GOCCE La forma principale della trasmissione del coronavirus resta quella delle droplets, le goccioline una persona infetta disperde starnutendo, tossendo, parlando. Ma si affianca anche un’altra forma indiretta, legata alla resistenza del virus sulle superfici che possiamo toccarle.

E dobbiamo toglierci le scarpe se rientriamo a casa, dopo essere usciti per cose strettamente necessarie? «Questo può essere un eccesso di prudenza, ma d’altra parte è sempre consigliabile farlo per ragioni igieniche. Dovrebbe essere pratica comune non usare mai le scarpe con cui abbiamo camminato per strada all’interno di un’abitazione. Giusto anche cambiarsi d’abito. E certo lavare spesso i nostri vestiti in lavatrice è utile. Ma ripeto: le tre regole d’oro restano: non uscire di casa, non toccarsi il viso, mantenere le distanza da altre persone».

Tiramisù primaverile “Fit” e proteico

Pubblicato il 21 Mar 2020 alle 6:21am

Il tiramisù della nonna è imbattibile! Ricette classiche che hanno i loro segreti ma che oggi vi proponiamo in una versione “fit”, in vista dell’arrivo della primavera. Facile da realizzare, utilizzando pochi ingredienti otterremmo un tiramisù “light”, con pochi grassi e soprattutto genuino, grazie proprio alle proprietà degli alimenti con i quali andremmo a prepararlo, senza rinunciare alla golosità. Da assaporare per colazione, come spuntino o prima di fare sport. (altro…)

Coronavirus, è stop alle ricette di carta, medicine con codice direttamente in farmacia

Pubblicato il 21 Mar 2020 alle 6:06am

Medicine con codice saranno date direttamente in farmacia. «Ho firmato un’ordinanza per la dematerializzazione delle ricette mediche, con l’attribuzione di un codice; i cittadini non dovranno più andare da un medico di base, ma avranno un codice in farmacia per ritirare i farmaci». Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile del 19 marzo 2020.

«Dobbiamo fare di tutto per limitare gli spostamenti e ridurre la diffusione del coronavirus. Puntiamo con forza sulla ricetta medica via email o con messaggio sul telefono. Un passo avanti tecnologico che rende più efficiente tutto il Sistema sanitario nazionale». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, commenta la firma, in queste ore, da parte del Capo Dipartimento della Protezione Civile di un’ordinanza che consente ai cittadini di ottenere dal proprio medico il ‘Numero di ricetta elettronica’ senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo. Si tratta di un’ulteriore misura – riporta una nota del ministero – che viene incontro alla necessità di limitare la circolazione dei cittadini e di arrestare i contagi del nuovo coronavirus. «Al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore – si legge nell’ordinanza – l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica».