marzo 28th, 2020

Coronavirus, autorizzati dall’Aifa in Italia gli antimalarici e i farmaci anti-Aids: li passerà il SSN

Pubblicato il 28 Mar 2020 alle 6:40am

Autorizzati in Italia i farmaci antimalarici a base di clorochina e idrossiclorochina. Da ieri sono a totale carico del nostro Servizio sanitario nazionale per il trattamento dei pazienti affetti da Sars-CoV2. L’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) ha autorizzato per lo stesso uso le combinazioni dei farmaci anti-Aids lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat, darunavir, ritonavir, anche queste a totale carico del Ssn.

Numerosi sono i medicinali in Italia in fase di sperimentazione contro l’epidemia da coronavirus, dal momento che non è stata ancora trovata una cura efficace per tutti. Alcuni farmaci sono stati approvati dall’Aifa. In attesa di una terapia, potrà essere usato intanto, il remdesivir, l’antivirale sperimentale americano. Il farmaco, utilizzato originariamente per trattare i casi di Ebola, ha infatti ottenuto l’autorizzazione dal Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco e dal Comitato etico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani. Potrà essere usato su tutto il territorio nazionale.

Ha ricevuto diversi giorni fa sempre dall’Aifa il tolicizumab contro l’artrite reumatoide sperimentato con successo contro le complicanze da Covid 19 all’Ospedale Pascale di Napoli.

Coronavirus, possibile seconda ondata di contagi anche dall’estero

Pubblicato il 28 Mar 2020 alle 6:21am

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano conferma che la situazione dovrebbe migliorare verso la fine di aprile e che dovremmo riuscire a “vedere la luce” per il mese di maggio. Per altri specialisti, ad esempio, come il professor Zhong Nanshan che scoprì la SARS e aiutò il governo di Pechino a eradicarla, la lotta al coronavirus potrebbe essere vinta a giugno, a condizione che tutti gli altri Paesi agiscano con accurata fermezza e decisione, proprio come ha fatto già la Cina. Ad ogni modo, una volta spenti i focolai in Italia, anche da noi potrebbe presentarsi il rischio della “seconda ondata” di covid-19, ma è importante che i Paesi coinvolti dalla pandemia, applichino rigide misure, per raggiungere il risultato già raggiunto da Pechino.

Secondo, le autorità di quest’ultima, il rischio è rappresentato dalle persone contagiate che stanno rientrando nel Paese asiatico dall’estero, moltissime delle quali dall’Europa o dagli Stati Uniti, in fuga proprio per sfuggire alla dilagante pandemia che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo.

A preoccupare i dati diffusi dalla Cina dove non sono stati registrati nuovi casi interni, mentre le decine di contagiati tra studenti e lavoratori rientrati dall’estero hanno superato complessivamente tutti i quelli interni, per diversi giorni, come spiegato da Reuters.