marzo 30th, 2020

Influenza, contagi in rapido calo ma si parla al 15 marzo di 7,2 milioni di persone

Pubblicato il 30 Mar 2020 alle 6:47am

Oltre al coronavirus si registrano per fortuna, anche casi di influenza stagionale. Arrivano, infatti, a quota 7,2 milioni i casi di influenza registrati nella stagione in corso, ma quelli settimanali continuano a calare velocemente, soprattutto tra i più giovani, complice anche la chiusura scolastica per frenare l’epidemia da covid-19.

Nella settimana che va dal 9 al 15 marzo sono stati registrati, nel nostro Paese, 264.000 contagi (a fronte dei 345.000 della settimana precedente).

A darne notizia, il bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Il livello di incidenza nella 11/ma settimana del 2020 è di intensità bassa e pari a 4,4 casi per mille assistiti (era di 5,7 la settimana precedente) e in calo soprattutto tra i bambini e teenager, ovvero tra 0 e 14 anni.

Le regioni più colpite: Piemonte, Lombardia, le province autonome di Bolzano e Trento, Liguria, Toscana, Marche e Sardegna. Da ottobre al primo marzo (ultimo dato disponibile), secondo il bollettino Flunews, sono stati 169 i casi di influenza, più gravi, che hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, di cui 35 deceduti.

Coronavirus, vaccino italiano sarà sperimentato in Gb

Pubblicato il 30 Mar 2020 alle 6:10am

Prosegue senza sosta in ogni parte del mondo la ricerca di trovare al più presto un vaccino che possa fermare il coronavirus. Come mostrato a “Quarto Grado” nel corso della puntata in onda venerdì 27 marzo, nei laboratori di Pomezia alcuni ricercatori ne hanno trovato uno che verrà, però, sperimentato nel Regno Unito.

“Dieci giorni fa siamo andati in produzione”, dichiara il presidente della società di ricerca farmaceutica Irbm, Piero Di Lorenzo, spiegando che il vaccino da noi creato è nato dalla creazione di altri due.

Ma se in Italia siamo ancora in una fase preliminare, in Cina si sta già testando un vaccino su 108 pazienti volontari in un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. E non ci spieghiamo pertanto, perché il nostro debba essere sperimentato altrove.

Coronavirus, congelare le rate del mutuo della prima casa, si può

Pubblicato il 30 Mar 2020 alle 5:55am

A causa dell’emergenza da coronavirus è possibile congelare le rate del mutuo della prima casa.

Durata della moratoria La sospensione del pagamento delle rate del mutuo per i lavoratori in cig può essere concessa per durata massima complessiva non superiore a 6, 12 o 18 mesi a seconda dei casi:

a) 6 mesi, se la sospensione o la riduzione orario del lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi;

b) 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi;

c) 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore di 303 giorni lavorativi consecutivi.

Ferma restando la durata massima complessiva di 18 mesi, viene poi specificato che la sospensione può essere reiterata, anche per periodi non continuativi, entro i limiti della dotazione del Fondo.

Interessi

Il decreto del Mef prevede che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione. Lo fa su richiesta del mutuatario che inoltra richiesta tramite la banca che eroga il mutuo steso.

Domanda Per ottenere la sospensione del mutuo, il cittadino in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo deve presentare la domanda alla banca che ha concesso il mutuo e che è tenuta a sospenderlo dietro presentazione della documentazione necessaria. Per quest’ultima occorre fare riferimento alla modulistica che è stata aggiornata e semplificata rispetto alla precedente ed è disponibile da oggi lunedì 30 marzo sul sito internet del Ministero dell’Economia e delle finanze.

Documenti da produrre Per avere accesso al Fondo alla richiesta da presentare alla banca occorre allegare copia del provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito, o la richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito, o la dichiarazione del datore di lavoro, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la sospensione e/o riduzione dell’orario di lavoro per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore, con l’indicazione del periodo di sospensione e della percentuale di riduzione dell’orario di lavoro.

Non serve Isee Non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee).