aprile 18th, 2020

L’appello di Claudio Baglioni per la campagna #Noicongliinfermieri

Pubblicato il 18 Apr 2020 alle 3:53pm

NUDE per intero è “La premessa che faccio spesso è che negli appelli, nei messaggi, nei saluti di sensibilizzazione a qualche causa di beneficenza, solidarietà etc. vediamo spesso persone che fanno il mio stesso mestiere, vediamo attori, sportivi, personaggi noti. E penso che valga ripetere che noi siamo un po’ come in un esercito ideale i trombettieri, coloro che suonano la carica. Poi ci sono i soldati veri e propri che fanno la guerra ogni giorno. In questo caso gli infermieri”: con queste parole, Claudio Baglioni ha lanciato ieri un video-appello a sostegno della campagna di donazioni #NOICONGLIINFERMIERI per la raccolta fondi a favore degli infermieri coinvolti nella lotta contro il COVID-19.

Per saperne di più e fare donazioni, visita il sito web www.noicongliinfermieri.org

Alzheimer e le misure restrittive Covid – 19

Pubblicato il 18 Apr 2020 alle 9:21am

L’Alzheimer in epoca Covid – 19: le misure restrittive precauzionali adottate dal nostro Governo possono essere causa di peggioramenti in quelle persone che sono affette da demenze senili o Alzheimer. Una domiciliazione forzata può favorire stati di ansia di difficile gestione causando non poche difficoltà anche ai familiari, che rappresentano l’unico pilastro fondamentale per l’assistenza ai pazienti stessi. La Società italiana di Neurologia insieme con la SINdem (Associazione Autonoma Aderente alla SIN per le demenze) indica quegli accorgimenti utili per vivere la quarantena, nel migliore dei modi, anche per quelle persone affette da patologie neurologiche come Alzheimer o demenza e i loro familiari.

La Prof.ssa Amalia Bruni, Direttrice del Centro Regionale di Neurogenetica dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, presidio di rilevanza mondiale per lo studio delle demenze degenerative, e Presidente eletto della SINdem richiama l’attenzione su questo aspetto: “Pur condividendo la necessità del divieto di uscire da casa posto in essere contro il Covid -19, sono sinceramente preoccupata per i pazienti con Alzheimer per i quali non poter andar fuori per la consueta passeggiata può significare un aumento dell’ansia e quindi un peggioramento del loro stato di salute. Inoltre, la chiusura dei luoghi di assistenza sanitaria e sociale, come gli ambulatori medici, i caffè Alzheimer e i centri diurni, fa sì che l’accudimento dei pazienti gravi interamente sui propri familiari che, senza quelle poche ore di relax, non riescono a recuperare le energie fisiche ed emotive per sostenere i pazienti, con il rischio dell’aumento di disturbi comportamentali non solo nel paziente ma anche nel familiare stesso”.

Un circolo vizioso che va evitato aiutando i caregiver: numerose strutture sanitarie (CDCD) e associazioni di volontariato hanno ampliato l’assistenza via web o via telefono e alcune hanno delle linee dedicato al supporto psicologico dei familiari (Federazione Alzheimer, Alzheimer Uniti e AIMA).

“I numeri dell’Alzheimer sono altissimi – ha affermato il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente Società Italiana di Neurologia e Direttore Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, AOU Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli – 600.000 persone solo in Italia con un continuo trend in aumento a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Si tratta di una malattia che coinvolge l’intera famiglia e impatta sulle vite di tutti i componenti del nucleo familiare. In questi giorni di quarantena, i pazienti costretti a rimanere in casa possono diventare più agitati, aggressivi e quindi più impegnativi da accudire. Per cercare di evitare l’aumento delle terapie, stiamo diffondendo alcuni suggerimenti messi a punto con la SINdem”.

In questo momento è necessario innanzitutto cambiare prospettiva: il rimanere a casa imposto dal Covid – 19 ha permesso un rallentamento dei ritmi delle giornate inimmaginabile in una situazione normale. Sarebbe auspicabile, quindi, approfittare di questi tempi più “umani” per dedicarsi alla cura dei pazienti in casa seguendo alcuni consigli pratici:

· Non alterare i ritmi sonno veglia, mantenendo le abitudini del mattino: dall’ora del risveglio, alla colazione, dall’igiene personale e all’abbigliamento. Non rimanere in pigiama per tutto il giorno

· Approfittare delle tecnologie oggi disponibili come le videochiama te per contattare amici e parenti e magari coloro che non si ha mai tempo di sentire

· Fare attività motoria durante la giornata, semplici esercizi, brevi passeggiate intorno al palazzo o sul terrazzo condominiale per favorire il relax

· Recuperare ricordi del passato magari attraverso vecchie fotografie e filmati

· Coinvolgere i pazienti nell’impegno della casa come cucinare, apparecchiare, riordinare

· Dedicarsi a hobby quali disegnare, cantare, ascoltare musica, vedere la tv e commentare

· Pianificare un obiettivo della giornata

Emergenza mobilità post Covid-19: associazioni ambientaliste scrivono al Governo

Pubblicato il 18 Apr 2020 alle 6:16am

La fine delle restrizioni per la gestione di emergenza di contrasto della diffusione della Covid-19 porterà una nuova condizione di emergenza traffico nelle città italiane. (altro…)

Dieta chetogenica, in aiuto contro l’asma

Pubblicato il 18 Apr 2020 alle 6:03am

Una dieta chetogenica, a basso contenuto di carboidrati, potrebbe essere molto efficace contro l’asma. A dirlo, uno studio dell’Università di Bonn che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Immunity. Secondo la recente ricerca, infatti, svolta sui roditori, le cavie che sono passate a questo tipo di regime alimentare hanno avuto una infiammazione significativamente ridotta del tratto respiratorio. I pazienti asmatici, spiegano gli studiosi tedeschi, reagiscono con una grave infiammazione dei bronchi a basse concentrazioni di alcuni allergeni. Questo stato è anche accompagnato da una maggiore produzione di muco, che rende la respirazione ancora più difficile. Un ruolo centrale è svolto dalle cellule del sistema immunitario che sono state scoperte solo pochi anni fa e che sono chiamate cellule linfoidi innate (Ilc): le quali svolgono un’importante funzione protettiva nei polmoni rigenerando le mucose danneggiate. Per questo motivo producono messaggeri infiammatori dal gruppo di citochine, che stimolano la divisione cellulare della mucosa e che promuovono la produzione di muco.

I ricercatori hanno sottoposto alcuni topi asmatici a una dieta che conteneva principalmente grassi e che aveva pochi carboidrati o proteine. Con questo regime alimentare è stato notato come il metabolismo cellulare cambia, causando una riduzione della divisione delle cellule linfoidi innate. Lo studio, secondo le intenzioni dei ricercatori, passerà ora agli uomini per capire se una dieta chetogenica possa prevenire attacchi di asma. Comunque, spiegano gli studiosi, si tratta di una pratica non completamente priva di rischi a lungo termine e che deve essere effettuata solo dopo aver sentito un medico.