Gucci riapre il suo Art Lab in tutta sicurezza, ecco come farà per tutelare i suoi dipendenti

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 22 Apr 2020 alle ore 6:10am

Dopo un mese e mezzo di lockdown ha riaperto lunedì 20 aprile “nella massima sicurezza per i dipendenti”, la maison Gucci.
“La riapertura – spiega il grande marchio italiano di alta moda – avviene sulla base delle disposizioni dello scorso 10 aprile e dopo un accordo appena raggiunto con i sindacati per rafforzare il Protocollo di Sicurezza dello scorso 15 marzo, grazie anche alla consulenza del virologo Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano”. E anche dopo il protocollo firmato il 16 aprile da Confindustria Moda e le organizzazioni sindacali.

La ripresa delle attività nel centro di alto artigianato da 37.000 metri quadrati inaugurato esattamente due anni fa, dove si creano i prodotti Gucci del futuro disegnati da Alessandro Michele, per ora riguarderà un numero ristretto – circa il 10%, vale a dire più o meno 100 persone – degli addetti. “Dopo un’attenta riflessione – spiega Marco Bizzarri, Presidente e CEO di Gucci – abbiamo preso la decisione di riaprire la prototipia di ArtLab, in accordo con le organizzazioni sindacali e garantendo il massimo livello di sicurezza e con tutte le precauzioni necessarie, definite con l’aiuto di scienziati di comprovata competenza. Questo ci permetterà di gettare le basi per una più ampia riapertura delle nostre sedi produttive e il riavvio della filiera del Made in Italy, quando consentito”. A caldeggiare la riapertura delle aziende della moda, era stato il presidente di Confindustria Moda Claudio Marenzi, avvertendo che “se non ripartiamo subito rischiamo di perdere il supporto del made in Italy, la filiera”.

“La riapertura dovrà essere graduale” aveva specificato Marenzi, “ma bisogna riaprire almeno il 50% di ogni azienda, per fasce di età, cominciando dai più giovani, pensando ai trasporti più sicuri o consigliando spostamenti con mezzi propri”. E nelle modalità scelte dal grande marchio italiano di alta moda – che nell’emergenza ha fatto una donazione da 2 milioni di euro per la lotta al covid-19, ha partecipato a un crowdfunding e si è convertita alla produzione di mascherine – c’è un piccolo vademecum su come ripartire in sicurezza. Prima dell’apertura, è avvenuta anche la sanificazione di tutti gli spazi, si sono tenute sessioni a distanza di informazione e formazione preventiva ai lavoratori sulle misure di prevenzione da adottare al loro rientro in azienda.

Ai dipendenti è consigliato di evitare i mezzi e andare al lavoro in auto e, in questa primissima fase, l’azienda, per evitare anche forme di carpooling, metterà a disposizione di coloro che sono sprovvisti di mezzi propri un’autovettura aziendale. E’ stata inoltre definita una turnazione sia durante l’attività lavorativa sia in fase di ingresso per evitare eventuali assembramenti. Durante l’attività sono previste, tra l’altro, la misurazione della temperatura corporea all’ingresso e la fornitura di kit anti-contagio, oltre al rispetto delle distanze tra lavoratori anche nelle aree mensa, break e negli spogliatoi.