aprile 24th, 2020

Ristorazione 4.0: un’App made in Italy pronta alla “rivoluzione digitale” per fase 2 Covid-19

Pubblicato il 24 Apr 2020 alle 6:50am

Un’azienda italiana ha lanciato l’App food-tech MyCIA, predisponendo una rosa di servizi “smart” per supportare i ristoratori utilizzando il digitale per ridurre a zero il rischio di contagi.

Qualche esempio: – il menù digitalizzato (per altro già inserito nel Manifesto Orizzontale dell’Ospitalità e della Tavola, sottoscritto anche dalla Fipe) automaticamente tradotto in 60 lingue (contatti zero, zero passaggi di mano in mano) consultabile sia da casa che al ristorante inquadrando con il proprio smartphone un QR code; – prenotazione online 4.0 (per prenotare i ristoranti da casa e capire anche quale slot di ingresso scegliere per mangiare fuori in caso di ingressi contingentati; il ristoratore non dovrà avere un gestionale per gestire le prenotazioni ma può far tutto dall’App); – “Order & Pay by Phone”: grazie al menù digitalizzato un algoritmo permette di inviare gli ordini dei piatti e di pagarli dallo smartphone, senza quindi aver contatto con i camerieri; – Visualizzazione automatica dei valori nutrizionali dei piatti: l’algoritmo di MyCIA calcolerà automaticamente i valori nutrizionali dei piatti inseriti, sarà poi il ristorante a decidere se renderli visibili o meno nel suo menù – i ristoratori entrano nel network dell’App, che in soli tre mesi ha registrato oltre 80.000 download, godendo di visibilità gratuita.

Lamilanesa, borsa Italia Bag a favore del Gruppo San Donato, in prima linea contro il Covid-19

Pubblicato il 24 Apr 2020 alle 6:19am

In un periodo così complesso e difficile per l’Italia ogni piccola azione benefica è importante.

La moda è uno dei settori più colpiti da questa grave crisi, eppure si sta dimostrando uno dei più resilienti ed attivi, con numerose iniziative di solidarietà.

Cinzia Macchi, designer del brand di borse eco-vintage Lamilanesa, da sempre interessata a tematiche solidali, ha deciso di dare il suo contributo, creando una borsa in limited edition a favore degli ospedali del Gruppo San Donato, impegnati nell’emergenza Covid-19.

Si tratta di una shopping bag 100% eco, dal nome significativo di Italia Bag, in juta e plastica riciclata da tappi di bottiglie, con manici in bambù, bordi colorati a contrasto e un ricamo ad arcobaleno, con la scritta “ANDRÀ TUTTO BENE”.

La borsa sarà acquistabile sul nuovo e-commerce del brand, shop.lamilanesa.it, dal 20 aprile al 20 maggio al prezzo di 85 euro.

Cinzia Macchi ha dichiarato: «Ho pensato che nel mio piccolo, con Lamilanesa, ho costruito qualcosa e ho clienti, amici e followers speciali e dal cuore grande. Così è nata l’idea di creare una borsa shopping in juta, plastica ecologica e bambù, con un disegno particolare e la scritta “andrà tutto bene”: si chiama Italia Bag e parte del ricavato di questa vendita verrà donato al Gruppo San Donato, affinché possano utilizzare i soldi ricavati per acquistare ciò che serve e offrire un aiuto concreto. Si tratta di una piccola goccia, ma io credo che tante gocce insieme possano fare un mare.»

Mascherine, è allarme farmacisti: “Accordo sul prezzo o stop alla vendita”

Pubblicato il 24 Apr 2020 alle 6:03am

Federfarma lancia un appello alle autorità perché intervengano sulla speculazione sulle mascherine. L’associazione di categoria segnala difficoltà nella distribuzione dei dispositivi di sicurezza, chiedendo di poterli vendere “a prezzi imposti e senza inutili adempimenti burocratici”… Annunciando che l’alternativa potrebbe essere lo stop alle vendite. Infatti, aggiunge, poi… oggi le mascherine sono introvabili e hanno prezzi altissimi.

Fin dai primi di marzo, l’associazione dei titolari di farmacie, ha avanzato diverse proposte come ad esempio, effettuare in farmacia la distribuzione delle mascherine, provenienti dal canale della Protezione civile e destinate a utenza “debole”; poter vendere mascherine anche senza il marchio CE per ridurre i tempi di immissione in commercio; ridurre al 4% l’iva su mascherine rispetto all’attuale 22%, in modo da garantirne la vendita a prezzi equi.

“L’unica cosa concreta – spiega il presidente di Federfarma, Marco Cossolo – che si è potuta constatare sono gli innumerevoli controlli effettuati dalle Autorita’ preposte, con l’elevazione di pesantissime sanzioni per il mancato rispetto di adempimenti burocratici e, ancor piu’ grave, con il sequestro di dispositivi (per mancanze non imputabili alle farmacie), che non fanno altro che lasciare la popolazione esposta al rischio di contagio. Nessun cenno per spiegare l’alterazione dei prezzi alla fonte di cui le farmacie sono le prime vittime”.

A fronte di questo, conclude, “non sembra rimanere altra strada che suggerire alle farmacie di astenersi dalla vendita di mascherine e dispositivi di protezione individuale. Il rischio più grande, al di là delle sanzioni inflitte, è quello che un’intera categoria, che si spende ogni giorno per il bene della collettività, venga annoverata odiosamente tra gli speculatori”.