aprile 27th, 2020

Bambini e Coronavirus

Pubblicato il 27 Apr 2020 alle 7:36am

Il numero dei bambini contagiati da coronavirus potrebbe molto più elevato di quello attualmente viene riportato. A dirlo, un nuovo studio pubblicato su ‘Journal of Public Health Management and Practice’ dall’Università della Florida del Sud (Usf) e dall’Istituto femminile per un’indagine sociale indipendente (Wiise), secondo cui per ogni bambino che necessita di terapia intensiva per Covid-19, ci sarebbero 2.381 bambini infettati dal virus. Un calcolo che segue un rapporto del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie su oltre 2.100 piccoli contagiati proprio in Cina.

Secondo il registro nordamericano Virtual Picu (Pediatric Intensive Care Units) Systems, 74 bambini negli Stati Uniti sono stati ammessi nelle terapie intensive pediatriche tra il 18 marzo e il 6 aprile per Covid-19, e altri 176.190 sono quelli che sono stati infettati durante questo periodo di tempo. I bambini di età inferiore ai 2 anni rappresentano il 30% dei casi, il 24% ha un’età compresa tra 2 e 11 anni e il 46% dei casi in terapia intensiva è rappresentato da ragazzi tra i 12 e i 17 anni.

I ricercatori affermano che se fino al 25% della popolazione americana verrà infettata dal coronavirus prima della fine del 2020, saranno ben 50.000 i bambini colpiti con malattie gravi che dovranno essere ricoverati in ospedale, fra cui 5.400 gravemente malati e che necessitano di ventilazione meccanica.

“Sebbene il rischio di malattie gravi da Covid-19 sia inferiore nei bambini rispetto agli adulti, gli ospedali dovrebbero essere preparati e disporre delle attrezzature e dei livelli di personale adeguati per far fronte a un potenziale afflusso di pazienti più giovani”, avverte l’autore Jason Salemi, professore associato di epidemiologia presso l’Usf College of Public Health.

Un pezzo di limone sul comodino di sera: per avere benefici incredibili durante il sonno

Pubblicato il 27 Apr 2020 alle 6:21am

Il limone è un ottimo rimedio naturale per la nostra salute. Apporta infatti molteplici benefici per il nostro organismo. Può essere consumato utilizzandolo come condimento nei piatti oppure come bevanda. Bere acqua e limone al mattino a digiuno ha una potente azione disintossicante, drenante, depurativa, antibatterica e, secondo alcuni anche dimagrante. Il limone è anche un ottimo ingrediente insomma per preparare delle ottime tisane dalle molteplici proprietà.

ma non solo… Non tutti sanno che questi frutto, ha effetti effetti benefici anche se non ingerito. Mettere un pezzo di limone sul nostro comodino la sera, prima di andare a letto, serve a favorire il benessere psicofisico. Un rimedio naturale casalingo che consente di trarre benefici dall’aroma del frutto.

Benefici del limone sul comodino la sera

Per ridurre lo stress

L’aroma di limone consente di calmare il sistema nervoso. Questa azione apporta notevoli benefici psicofisici. Permette di ridurre l’ansia e lo stress accumulato nel corso della giornata. È possibile ottenere lo stesso effetto sia con un pezzo di limone posizionato sul comodino sia con l’olio essenziale.

Per abbassare la pressione

L’aroma di limone consente anche di abbassare la pressione sanguigna. E a contrastare l’ipertensione.

Per disinfettare l’aria

L’aroma di limone ha proprietà antibatteriche. Posizionarne un pezzettino sul comodino la sera aiuta a disinfettare l’aria della stanza.

Allontanare gli insetti

L’odore del limone dà fastidio a numerosi insetti fra i quali le zanzare, le mosche e le formiche. Per potenziarne l’effetto è possibile aggiungere alcuni chiodi di garofano ai pezzi di limone.

Oms e Coronavirus: «Nessuna prova che i guariti siano immuni, non si può dare alcuna patente»

Pubblicato il 27 Apr 2020 alle 5:47am

Le persone guarite da Covid-19 non è detto che abbiano poi anticorpi in grado di proteggere da una seconda infezione. Lo ricorda l’Organizzazione mondiale della Sanità in un documento appena pubblicato.

Scrive l’Oms, «non ci sono abbastanza evidenze sull’efficacia dell’ immunità data dagli anticorpi per garantire l’accuratezza di un “passaporto di immunità” o un ”certificato di libertà dal rischio”».

Il documento Alcuni governi, continua l’ Organizzazione Mondiale, hanno suggerito che trovare gli anticorpi al Sars-CoV-2 possa servire come base per un «passaporto di immunità» che può permettere agli individui di viaggiare o di tornare al lavoro con l’assunzione che siano protetti da una reinfezione. «Molti degli studi hanno mostrato che le persone che sono guarite dall’infezione hanno gli anticorpi per il virus», scrive l’Oms, ma «alcuni di questi hanno livelli estremamente bassi di anticorpi neutralizzanti nel sangue. Al 24 aprile 2020, nessuno studio ha valutato se la presenza degli anticorpi da Sars-CoV-2 possa dare immunità ad una successiva infezione nell’uomo».