aprile 28th, 2020

#ItalianAllStars4life: “Ma il cielo è sempre più blu”, corale per Croce Rossa Italiana

Pubblicato il 28 Apr 2020 alle 10:20pm

Amazon e le principali associazioni industriali del settore musicale italiano, AFI, FIMI e PMI, hanno annunciato oggi l’uscita del brano “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano interpretato da oltre 50 star della musica italiana a sostegno della Croce Rossa Italiana, a cui Amazon ha donato €500.000 per dare il via all’iniziativa.

Alessandra Amoroso, Annalisa, Arisa, Baby K, Claudio Baglioni, Benji & Fede, Loredana Bertè, Boomdabash, Carl Brave, Michele Bravi, Bugo, Luca Carboni, Simone Cristicchi, Gigi D’Alessio, Cristina D’Avena, Fred De Palma, Diodato, Dolcenera, Elodie, Emma, Fedez, Giusy Ferreri, Fabri Fibra, Fiorello, Francesco Gabbani, Irene Grandi, Il Volo, Izi, Paolo Jannacci, J-Ax, Emis Killa, Levante, Lo Stato Sociale, Fiorella Mannoia, Marracash, Marco Masini, Ermal Meta, Gianni Morandi, Fabrizio Moro, Nek, Noemi, Rita Pavone, Piero Pelù, Max Pezzali, Pinguini Tattici Nucleari, Pupo, Raf, Eros Ramazzotti, Francesco Renga, Samuel, Francesco Sarcina, Saturnino, Umberto Tozzi, Ornella Vanoni… e Alessandro Gaetano.

Questi gli artisti che hanno accettano la sfida e che si schierano, ancora una volta a fianco dei più fragili, registrando ‘a distanza’ una versione corale de “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. Tra loro anche Alessandro Gaetano, nipote di Rino. Sarà possibile ascoltare il brano per la prima volta durante l’evento di lancio il giorno 7 maggio 2020 alle ore 18:00 su www.amazon.it/italianallstars4life. Numerosi di questi artisti parteciperanno anche all’appuntamento per raccontare il significato di questa iniziativa e per mandare un messaggio di vicinanza a tutti coloro che sono stati colpiti direttamente e indirettamente dal COVID-19.

La traccia sarà poi resa disponibile dalla mezzanotte dello stesso giorno ovunque. Tutti i diritti saranno devoluti alla CRI.

Il brano è stato, fin dai primi giorni di distanziamento sociale, la scelta popolare per poter far sentire che l’Italia c’è. Grazie alle strofe formate da frasi staccate che si susseguono una dopo l’altra, il brano si presta ad essere ‘ricomposto’ usando frammenti di audio inviati via web da ogni singolo cantante. L’idea di reincidere “Ma il cielo è sempre più blu” è nata dal giornalista musicale Franco Zanetti, che dal sito Rockol ha lanciato la proposta di riunire quante più voci per raccogliere fondi a sostegno della Croce Rossa Italiana. A rispondere alla chiamata sono stati subito Takagi & Ketra e Dardust, i produttori dei più grandi successi italiani degli ultimi anni, che hanno unito sorprendentemente artisti di generi e generazioni molto diverse, nell’impresa di produrre un brano corale senza precedenti, mixato da Pinaxa. La mobilitazione e la partecipazione degli artisti italiani non ha tardato a farsi sentire: la lista delle adesioni è davvero straordinaria.

Amazon promuove questa iniziativa con la donazione alla Croce Rossa Italiana, sostenendo “Il Tempo della Gentilezza”, progetto attraverso cui la CRI rafforza la capacità dei Comitati sul territorio di fornire assistenza sociale alle persone in condizioni di vulnerabilità (anziani, disabili, immunodepressi, senza dimora ecc), maggiormente esposte ai rischi dell’epidemia e alle conseguenze dell’isolamento, al fine di garantire loro l’accesso ai beni di prima necessità e fornire supporto sociale.

Chi lo desidera, può dare il proprio contributo alla Croce Rossa Italiana attraverso un pulsante per donare raggiungibile direttamente sul sito Amazon.it. È possibile effettuare donazioni anche di piccola entità, attraverso pochi click, senza effettuare acquisti. Le donazioni possono essere effettuate anche sul sito www.cri.it/donazioni-coronavirus (con la causale “CIELO BLU”).

“Come parte del nostro costante impegno a sostegno delle comunità in cui vivono e lavorano i dipendenti Amazon, e in particolar modo in questo momento, siamo fieri di essere al fianco di organizzazioni come la Croce Rossa Italiana per supportare i loro sforzi e dare un nostro contributo nel ridurre le difficoltà sociali causate dall’emergenza Covid-19” afferma Mariangela Marseglia, VP e Country Manager di Amazon.it e Amazon.es. “Siamo onorati di unirci ai più grandi artisti della musica italiana per supportare il progetto ‘Il Tempo della Gentilezza’ della Croce Rossa Italiana e raccogliere ancora più donazioni. Durante queste settimane di quarantena la musica è stato uno dei legami più forti per tutti gli italiani, uno dei modi più amati per sentirsi vicini anche se distanti. Con questa cover speriamo di regalare un momento di spensieratezza ma anche di riflessione a tutti coloro che la ascolteranno. Continueremo a lavorare ad altre iniziative per fornire supporto a cittadini, comunità e piccole medie imprese italiane. Solo così, insieme, supereremo questo momento di difficoltà”.

“Con questa iniziativa, Amazon e tutti gli artisti, che hanno aderito a questa campagna solidale, hanno scelto di sostenere non solo i volontari e gli operatori della Croce Rossa Italiana in prima linea nella risposta all’emergenza, ma anche tutte quelle persone che stanno vivendo una condizione difficile da un punto di vista sanitario e sociale per le quali la CRI rappresenta una risposta importante. La scelta di questa canzone ci ricorda che tutti, con diversi ruoli e ottimismo, sotto un “cielo sempre più blu”, siamo chiamati a fare la nostra parte in questo momento” commenta il Segretario Generale della Croce Rossa Italiana Flavio Ronzi.

Primo Maggio 2020, in prima serata su RAI3 e su Rai Radio2 con i contributi di Gianna Nannini, Vasco Rossi, Zucchero e tanti altri grandi della musica italiana

Pubblicato il 28 Apr 2020 alle 7:54am

Venerdì 1 maggio, dalle ore 20.00 alle 24.00, in diretta su Rai3 e in contemporanea su Rai Radio2, andrà in onda un’edizione straordinaria del Concerto del Primo Maggio di Roma. (altro…)

WeWorld Onlus: “Fase 2 dimentica famiglie e scuola, chiediamo alle istituzioni di coinvolgere organizzazioni del 3°settore per i diritti delle persone.”

Pubblicato il 28 Apr 2020 alle 6:57am

Dopo le dichiarazioni del Governo di due giorni fa, sulla fase 2 dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, il Presidente di WeWorld, Marco Chiesara, ha dichiarato: “Una delle poche certezze della tanto attesa fase 2, a oggi, è il profondo e preoccupante stato di incertezza in cui le famiglie e i bambini saranno fino a settembre. Molti nuclei famigliari sono provati dalla quarantena, in condizioni di fortissimo stress economico, e hanno la necessità di ricominciare a lavorare per pagare un affitto, un mutuo o anche solo per fare una spesa.

Il modo in cui potranno, in sicurezza, ricominciare a lavorare è molto difficile da comprendere e resta il nodo dei grandi esclusi da tutti i decreti, i tavoli di lavoro e le decisioni di queste settimane: i bambini.

Le bambine e i bambini sono infatti assenti da ogni visione strategica a breve e lungo periodo. Quando sono presi in considerazione è unicamente per metterli nell’insieme degli ostacoli e dei problemi dei genitori che devono rientrare al lavoro, aggiungendo su questi ultimi un ulteriore carico di stress e senso di inadeguatezza, senza comunque arrivare a una soluzione nemmeno a tale problema, ma nascondendo malamente la polvere sotto il tappeto.

Non si parla di scuola se non in relazione alla didattica a distanza, il parco è un luogo per l’esercizio fisico degli adulti e non si considera da nessuna prospettiva la necessità dei più piccoli di ritrovare, seppur con limitazioni, il proprio spazio di socialità.

È avvilente constatare come manchi un rapporto adulto e di fiducia tra cittadini e istituzioni, che vada oltre poche regole difficili da comprendere che lasciano fuori i diritti delle persone più fragili. Come organizzazione siamo preoccupati per il presente e il futuro di tutte le famiglie con cui lavoriamo da anni in molte delle aree più difficili d’Italia e crediamo che il mancato coinvolgimento delle organizzazioni del Terzo Settore come la nostra, presenti sul campo e con ampie competenze, nella progettazione della ripartenza, faccia correre il rischio di non tenere davvero al centro i diritti di tutte le persone. Ed è un rischio che nessuno si può permettere i cui effetti ricadrebbero su tutto il paese.

Allora lo diciamo più chiaramente: noi ci siamo. Ministra Bonetti, noi, come molte altre organizzazioni, siamo al fianco delle famiglie da prima dell’emergenza e ci siamo rimasti per tutto il tempo, ci coinvolga.

Dobbiamo costruire insieme un paese che rimetta al centro le famiglie e la scuola. Chiediamo che l’educazione sia al centro della fase 2, perché nessuno deve rimanere indietro, perché questa emergenza non deve radicare ancora più profondamente le disuguaglianze già esistenti e perché, altrimenti, le donne si troveranno come sempre a dover reggere tutto: siano madri che rinunceranno al lavoro per badare ai figli o nonne che rischieranno di ammalarsi per occuparsi dei nipoti e permettere ai genitori di lavorare.”

Cancro e malattie rare, la maternità, grazie alla fecondazione assistita

Pubblicato il 28 Apr 2020 alle 6:03am

Oggi la maternità non è più preclusa alle donne affette da una neoplasia o da malattie rare. Gli enormi progressi fatti dalla ricerca scientifica nel campo della procreazione medicalmente assistita (PMA) consentono di assicurare anche a queste pazienti la possibilità di portare avanti una gravidanza senza correre rischi per la propria salute e quella del feto. Complessivamente in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno. In particolare, sono circa 5.000 le donne under 40 colpite ogni anno da tumore1 con un tasso di sopravvivenza a cinque anni stimato intorno al 65% con picchi che arrivano all’85% quando si tratta di linfomi e cancro alla mammella1 Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma afferma “le cure per combattere il tumore mettono a rischio la fertilità delle pazienti che, nella maggior parte dei casi, dopo aver sconfitto la malattia perdono la possibilità di diventare madri. Per questo, è importante far sapere loro che la fertilità può essere preservata grazie alle nuove tecnologie sviluppate nella PMA.

IVI è al fianco delle pazienti oncologiche già dal 2007, offrendo il programma gratuito di preservazione della fertilità “Madre dopo il cancro” grazie al quale più di 1.200 donne affette da neoplasie hanno potuto preservare presso le cliniche IVI la propria fertilità senza dover sostenere alcun costo e senza nessun obbligo di utilizzo.

Anche per le donne affette da malattie rare, lo sviluppo della ricerca nel settore della PMA si è rivelata preziosa. Le sofisticate analisi preimpianto – intraprese prima di qualunque trattamento di fecondazione assistita – consentono di conoscere approfonditamente le patologie presenti nei genitori e, dunque, di evitarne la trasmissione ai figli”.

Daniela Galliano, aggiunge “l’informazione è essenziale nel rapporto con le pazienti. Nel caso di terapie oncologiche, dato che il tempo per preservare la fertilità è limitato, è opportuno informarle quanto prima circa le possibilità offerte dalla PMA. La tecnica più diffusa oggi è la vitrificazione degli ovociti, che permette di crioconservare gli ovuli maturi, ottenuti dalla stimolazione ovarica, per usarli quando la paziente sarà guarita, con risultati analoghi all’impiego di ovociti freschi. In casi particolari, come quello delle neoplasie ematologiche in cui non è possibile effettuare un ciclo di stimolazione ovarica standard, lo specialista in medicina riproduttiva può offrire la conservazione del tessuto ovarico oppure l’aspirazione ovarica e la maturazione in vitro (IVM) degli ovociti”.

“Mentre, nel caso di pazienti affette da malattie rare, – ha continuato la dottoressa Galliano – è importante sottolineare l’importanza del Test Genetico Preimpianto: se hanno avuto un bambino affetto da una malattia genetica o da una sindrome o sospettano di esserne portatori, l’utilizzo del Test consente di studiare i geni di un embrione prima che questo venga impiantato nell’utero materno”.

“In questo modo – aggiunge la Dottoressa Galliano – siamo in grado di evitare alterazioni genetiche che potrebbero portare a gravi malattie per il bambino. Le generazioni future, dunque, non saranno gravate da questo peso poiché il figlio non erediterà la malattia e interromperà la catena”.