maggio 1st, 2020

Festa delle lavoratrici, non solo dei lavoratori! A dirlo anche l’Ordine Psicologi Emilia-Romagna, spiegando rischi dell’attuale situazione

Pubblicato il 01 Mag 2020 alle 8:12am

Quest’anno in cui l’occupazione ha vissuto e vivrà un periodo drammatico, con molte persone che rischiano di perdere il proprio impiego e molte altre che dovranno venire a capo di un’inedita situazione, con il lavoro da svolgere e l’assenza del sostegno della scuola nella cura dei bambini. Un problema, quest’ultimo, che rischia di far arretrare la condizione di molte donne, che spesso sono le prime a essere chiamate in causa nella gestione dei figli.

L’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna vuole porre l’attenzione su tutte queste situazioni. Sono cambiati gli spazi e i tempi del lavoro, ma per certi aspetti i nodi da sciogliere sono rimasti gli stessi. Il primo di questi nodi è il ruolo della donna nella società, che non può essere quello dell’“angelo del focolare” e deve avere pari dignità e opportunità, anche all’atto pratico.

Chi, uomo o donna che sia, in qualche modo – che inevitabilmente dovrà prevedere anche il sostegno dello Stato – riuscirà a conciliare lo smart working, da casa, con la presenza dei figli da accudire, si confronterà per mesi con un impegno non certo “smart”. Un impegno che non mette al centro la persona e diventa di fatto sovraccarico, stress, piuttosto che una forma di conciliazione vita-lavoro di qualità e benessere, quale il “lavoro agile” dovrebbe essere.

“Il lavoro, che fino a pochi mesi fa tenevamo ben separato e lontano dalla nostra vita privata, entra nelle nostre case: irrompe in cucina, in camera da letto, per alcuni persino in bagno. È sempre con me, in un pc portatile che mi porto dietro, o direttamente sul telefono, in tasca, addosso come un vestito. Si insinua nella relazione tra me e i miei figli: mi trovo davanti a un schermo a lavorare mentre allatto, preparo da mangiare o semplicemente ascolto la bambina che mi chiede aiuto per i compiti. Da esterno alla casa, il lavoro entra oggi nei miei spazi più privati”, commenta Carmelina Fierro, Dr.ssa in tecniche e scienze psicologiche dei contesti lavorativi e Consigliera dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna. E aggiunge: “ci saranno nuovi contesti in cui le sindromi da stress e da disadattamento si svilupperanno notevolmente. Questo stato di affaticamento psico-fisico può compromettere sia il lavoro, sia la qualità delle relazioni, favorendo i conflitti generazionali e di coppia, con chiare conseguenze sulla salute psicologica di tutti i componenti della famiglia”.

Il lato positivo è che chi riuscirà a gestire efficacemente il proprio tempo, e ad avvalersi dell’ausilio di importanti forme di sostegno alla cura dei piccoli, potrà trovare l’opportunità di uno sviluppo personale. Potenziare le capacità digitali e imparare a gestire la propria libertà con maggiore responsabilità, riuscendo a disconnettersi e a organizzare tempi e spazi, saranno le nuove competenze necessarie per lavorare e vivere bene.

La onlus Medicuore dona due sanificatori alla CRI di Monza, per l’emergenza sanitaria da Covid-19

Pubblicato il 01 Mag 2020 alle 6:57am

Il 29 aprile, l’associazione di Medici di Monza e Brianza e Milano Onlus, Medicuore, come promesso, ha consegnato due generatori d’ozono utili per la sanificazione di uffici ed ambulanze alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Monza.

Il presidente dottor Alberto Penati ed il responsabile marketing-organizzativo Francesco Montaperto si sono recati personalmente presso la centrale operativa, per la consegna dei doni.

“Siamo sempre pronti a sostenere grandi progetti e chi lotta in prima linea, contro qualsiasi emergenza. La CRI per noi è motivo di orgoglio nazionale e pertanto abbiamo ritenuto opportuno donare questo strumenti utili per mantenere alta ed efficiente la sanificazione delle ambulanze e dei loro uffici. Soprattutto in un momento di emergenza sanitaria come questo. Con la CRI di Monza, oggi è nata una grande collaborazione per organizzare e programmare eventi importanti per sostenere grandi progetti. Noi ci siamo. La CRI anche”, ha dichiarato Francesco Montaperto.

La onlus Medicuore ringrazia nuovamente l’azienda LDF Medical per la collaborazione preziosa.

Emergenza coronavirus: primo studio al mondo su sclerosi multipla

Pubblicato il 01 Mag 2020 alle 6:09am

Saranno resi noti su Lancet Neurology i primi dati preliminari della piattaforma COVID-19 e Sclerosi Multipla (SM), il progetto pilota di raccolta di informazioni cliniche sulle persone con SM che hanno sviluppato l’infezione da COVID-19.

Alla piattaforma MuSC-19, attivata il 14 marzo 2020, ad oggi hanno contribuito a fornire i propri dati ben 78 centri clinici italiani specializzati nella SM oltre a 28 centri di altre 15 nazioni.

I dati disponibili all’8 aprile riguardano 232 persone con SM con sintomi da COVID-19; il tampone eseguito su 58 con positività in 57. In questa coorte ci sono stati 5 decessi, 2% del totale, un altro paziente, oltre ai precedenti, è stato ricoverato in unità ad alta intensità di cura e altri 17 pazienti sono stati ricoverati in reparti non intensivi. In 209 pazienti l’espressione della malattia si è limitata ad una varia combinazione di sintomi che non hanno comportato ospedalizzazione. Tutti i decessi riguardavano persone con particolare fragilità legata alla disabilità, alle comorbidità e/o all’età avanzata.

Il 90% delle persone era in trattamento con Disease Modifying Treatment (DMT). Ad oggi non sono emersi elementi di rischio legati alla terapia. Non è possibile da questi dati dare alcuna informazione sul rischio connesso con uno specifico trattamento. Questi dati devono essere presi come preliminari.

“Al momento, questi risultati sembrano essere abbastanza rassicuranti per la maggior parte delle persone con SM” sottolinea il Prof. Marco Salvetti dell’Università Sapienza, Ospedale Sant’Andrea, di Roma. Sono in linea con quanto la Società Italiana di Neurologia, insieme ad AISM e alla Federazione Internazionale delle Associazioni SM avevano già pubblicato sulla gestione dell’emergenza da parte delle persone con SM e anche in relazione ai trattamenti innovativi di uso corrente. “Peraltro – continua Salvetti -viene confermato che persone con SM con comorbidità, con disabilità e in età avanzata variabilmente combinata sono esposte al rischio di una peggiore evoluzione della malattia. Queste persone richiedono quindi una particolare cura nel prevenire l’infezione”.

“Il monitoraggio e l’aggiornamento dei dati continueranno per tutta la durata dell’epidemia. Sarà inoltre fornita la prevalenza della SM tra i casi che hanno sviluppato COVID-19, quando verrà messo in atto un sistema per verificare che tutti i casi di SM positivi vengano rilevati” sottolinea il Prof. Francesco Patti dell’Università di Catania, coordinatore del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla della SIN.

L’obiettivo dell’iniziativa internazionale MuSC-19 in corso è proprio quello di fornire dati per contribuire a definire una strategia a medio e a lungo termine per le persone affette da SM nelle diverse fasi di evoluzione di questa pandemia, con particolare riguardo alle diverse terapie seguite.