Sterilizzazione delle mascherine con raggi Uv

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 04 Mag 2020 alle ore 7:16am

In Sicilia la prima mascherina in gomma riutilizzabile all’infinito e a Bergamo la Bergamask, sterilizzabile in microonde.

Al Rensselaer Politechnic Institute di Troy nello Stato di New York è stato progettato un dispositivo che si concentra invece sulla sterilizzazione delle mascherine. Si tratta di un sistema automatizzato che, a differenza di altri macchinari simili costruiti precedentemente, si estende verticalmente e si serve dei raggi ultravioletti per sanificare migliaia di mascherine al giorno in ogni loro parte, rendendole sicure e pienamente efficaci per un nuovo utilizzo.

L’idea di costruire un sistema di sterilizzazione delle mascherine
L’esigenza di realizzare un apparato del genere nasce dal bisogno di sopperire alla carenza di Dispositivi di Protezione Individuale che siano in grado di proteggere il personale sanitario e non solo dalla diffusione del Covid-19.

L’apparato del Rensselaer è alto quasi 2 metri e mezzo e largo altrettanto. Su due facce opposte di un cubo sono alloggiati i due apparecchi di illuminazione UV, ciascuno dei quali è costituito da due tubi UV che si estendono in verticale. Ed è proprio la disposizione in verticale delle lampade UV a permettere una sterilizzazione completa delle mascherine senza rischio di sopravvivenza di agenti patogeni sulla loro superficie.

Qualcuno in Italia, sta usando lo sterilizzatore Uv per cellulare o per attrezzi manicure, per disinfettare le mascherine.