giugno 3rd, 2020

Cosa è la gluteoplastica? Come avviene?

Pubblicato il 03 Giu 2020 alle 7:34am

Daniele Spirito, chirurgo plastico, di Roma docente presso la cattedra di Chirurgia plastica dell’Università di Milano ci parla di gluteoplastica.

“L’intervento di gluteoplastica con impianti intramuscolari, importato in Italia dal Brasile, è ad oggi l’unica tecnica efficace e sicura – spiega Spirito – L’intervento si esegue in anestesia generale o solo epidurale, si pratica un’incisione di 5-6 centimetri nel solco inter-gluteo e si inserisce la protesi in silicone duro all’interno del muscolo. La cicatrice resta invisibile e il post operatorio è piuttosto veloce, anche se per 10-15 giorni la paziente dovrà stare attenta nel cambiare posizione da sdraiata a seduta o in piedi, in maniera repentina, per il rischio di tirare nella zona di incisione. Non appena la ferita è chiusa potrà tornare alla propria vita”.

Come avviene? “Prima si inserivano le protesi sotto al muscolo e in alto, con limitati risultati estetici, ora l’innesto intramuscolare rende la protesi così impercettibile da permettere di dimenticarla. Inoltre è anche molto sicura e duratura, a differenza dell’innesto di tessuto adiposo che dà sì un discreto risultato nell’immediato, ma poi tende a riassorbirsi”, conclude.

La gluteoplastica, detta anche chirurgia di rimodellamento del gluteo, è un intervento di chirurgia plastica che consente di modificare la forma e le dimensioni dei glutei. Attraverso l’intervento di gluteoplastica è possibile aumentare e/o modificare la forma dei glutei nei pazienti che presentano un rilassamento dei tessuti causato da un importante dimagrimento o dal naturale trascorrere del tempo, oppure un sedere piatto o troppo piccolo.

PER CHI È INDICATO L’INTERVENTO DI GLUTEOPLASTICA? L’intervento di gluteoplastica è indicato per i pazienti che desiderano:

Aumentare il volume dei glutei per rendere più proporzionato il proprio corpo. Ridare forma e volume ai glutei diventati cadenti e rilassati a seguito di una forte perdita di peso e/o col passare del tempo.

QUALI ALTRI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI INSIEME ALLA GLUTEOPLASTICA? L’intervento di rimodellamento del gluteo può essere eseguito da solo o in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la mastopessi (con o senza protesi), l’addominoplastica, la liposuzione o altri interventi di chirurgia estetica.

ESISTONO LIMITI DI ETÀ PER SOTTOPORSI ALLA GLUTEOPLASTICA? Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile attendere il completo sviluppo corporeo che avviene generalmente intorno alla maggiore età. Se il paziente ha in previsione di sottoporsi ad una dieta, è consigliabile sottoporsi all’intervento di chirurgia plastica di rimodellamento del gluteo solo quando il proprio peso corporeo si è stabilizzato, in modo da massimizzare i risultati dell’intervento chirurgico.

Affidarsi sempre a mani esperte.

Credit Photo Borgopilotti.it

Tumore al seno, cure su misura grazie ad un algoritmo. La scoperta arriva dallo Ieo di Milano

Pubblicato il 03 Giu 2020 alle 7:27am

Un algoritmo per terapia su misura, per tutte le donne che hanno avuto un tumore al seno. La scoperta è arrivata dall’Ieo, Istituto europeo di oncologia di Milano, che è riuscito ad identificare un modello di previsione del rischio individuale di metastasi per personalizzare poi le terapie in modo specifico a seconda della casistica. I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC, sono stati presentati al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), dove buone notizie arrivano anche sul fronte delle cure per l’immunoterapia.

Il modello creato dell’Ieo, affermano i ricercatori, potrebbe diventare una guida per gli oncologi, per orientare le scelte terapeutiche paziente per paziente, evitando sia il ‘sovra’ che il sotto-trattamento nelle terapie post-chirurgiche, e si baserebbe sulla combinazione del predittore genomico, ovvero un gruppo di geni che forma una ‘firma molecolare’, con due parametri clinici:stato dei linfonodi e dimensione del tumore.

Il risultato è stato eccellente: testato su oltre 1800 pazienti arruolate allo Ieo, il modello ha dimostrato che la sua capacità di stimare il rischio recidiva entro 10 anni dalla diagnosi è superiore rispetto ai parametri clinico-patologici comunemente utilizzati. Il biomarcatore StemPrintER è il primo e tuttora l’unico strumento capace di indicare il grado di “staminalità” presente nel tumore mammario primario, vale a dire il numero e l’aggressività delle cellule staminali del cancro.

I risultati del “nostro studio rappresentano un ulteriore passo verso l’obiettivo che perseguiamo da anni: dare a ciascuna paziente la terapia migliore per lei e per la sua malattia – afferma Paolo Veronesi, direttore del Programma di Senologia IEO e Professore Associato all’Università degli Studi di Milano -. Grazie all’approccio multidisciplinare ed alla stretta interazione tra ricerca e clinica, la medicina personalizzata sta finalmente diventando una realtà anche per il tumore della mammella”.

Ma dall’Asco, nuove speranze arrivano pure sul fronte delle terapie. Per il tumore al seno triplo negativo, il farmaco immuniterapico pembrolizumab – che mira a risvegliare il sistema immunitario contro il cancro – in combinazione con la chemioterapia, dicono i ricercatori, ha ridotto del 35% il rischio di progressione della malattia.

Lo dimostrano i dati dello studio di fase 3 KEYNOTE-355.

Austria riapre all’Italia da metà giugno “se i contagi lo permetteranno”. L’Ue: “Valga il principio di non discriminazione”

Pubblicato il 03 Giu 2020 alle 6:28am

“Se l’andamento epidemiologico lo consentirà”, da metà giugno l’Austria riaprirà il confine con il nostro Paese. Ma nel caso in cui la curva non lo dovesse consentire, Vienna valuterà la ripresa degli spostamenti con le Regioni italiane che possono dimostrare dati positivi. Nei giorni scorsi l’Austria aveva annunciato per il 15 giugno l’apertura definitiva dei confini con Germania, Liechtenstein e Svizzera. La scorsa settimana aveva poi prospettato un’apertura anche verso altri Stati limitrofi per consentire agli austriaci il rientro senza i 14 giorni di quarantena.

“La situazione in Italia è quella più difficile. Cerchiamo comunque a breve una soluzione”, aveva detto il cancelliere Sebastian Kurz e solo il 28 maggio il ministro della Salute aveva frenato, definendo l’Italia “ancora un focolaio”. Intanto la Commissione europea ha presentato le linee guida agli Stati sulla riapertura delle frontiere. Proprio rispondendo a una domanda sul confine tra Italia e Austria, un portavoce dell’Esecutivo Ue spiega ai giornalisti che nelle “intense discussioni con tutti i Paesi” la Commissione “ha insistito sul principio di non discriminazione, nel senso che se uno Stato apre le sue frontiere ad una regione, deve fare altrettanto con le altre regioni che hanno la stessa situazione epidemiologica”.

Photo Credit Investireoggi.it