giugno 11th, 2020

MiBact, la prima mappa delle opere di street art in Italia

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 8:26am

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC), ha comunicato che sta per far partire la prima indagine scientifica sul tema della creatività urbana con l’obiettivo di arrivare a una ricognizione esplorativa su tutto il territorio nazionale: il risultato finale sarà la prima mappa italiana della creatività urbana, che includerà opere di street art, murales e graffiti.

L’indagine verrà condotta in collaborazione con Inward – Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, con cui il MiBACT ha stipulato una convenzione.

Il progetto, che s’intitolerà Creatività urbana in Italia, e sarà affiancato a una ricerca scientifica di tipo storico-artistico, socio-culturale, normativo, e quant’altro ancora.

Le 5 tisane che purificano l’intestino e combattono la ritenzione idrica

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 7:57am

Ecco a voi le 5 tisane drenanti che purificano l’intestino e combattono la ritenzione idrica, la cellulite. (altro…)

Decreto Scuola: accolto l’appello di APIAFCO per consentire la didattica a distanza per gli studenti più fragili

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 6:52am

Accolto l’appello dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 2 comma 1 del “Decreto Scuola” che consentirà agli studenti con patologie gravi o immunodepressi di poter seguire la programmazione scolastica avvalendosi anche eventualmente della didattica a distanza. Tale emendamento è stato portato avanti da membri della 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), è stato approvato durante la seduta della Camera dei Deputati del 6 giugno 2020.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19, APIAFCO aveva lanciato un appello per esprimere preoccupazione per gli studenti più fragili per i quali non era stata prevista una specifica tutela in previsione della futura riapertura delle scuole e delle Università.

“Si tratta di un’ottima notizia – commenta Valeria Corazza, Presidente APIAFCO –. Le Istituzioni hanno dimostrato grande sensibilità nell’ascoltare la voce di chi rappresenta le fasce più deboli della popolazione. In un futuro ritorno alla normalità, grazie all’approvazione di questo emendamento nessuno studente verrà lasciato indietro: poter scegliere di seguire lo svolgimento dell’attività scolastica o universitaria nella sicurezza della propria abitazione, garantirà protezione a coloro che corrono maggiori rischi di salute”.

“Con il nostro appello – prosegue Valeria Corazza – abbiamo voluto ribadire la nostra volontà di stare al fianco di chi soffre di psoriasi e dei loro familiari, affinché si sentano difesi e supportati nell’affrontare le varie problematiche legate alla patologia in tutti gli aspetti della loro vita quotidiana”.

APIAFCO

Dal 2017 l’Associazione Nazionale Amici della Fondazione Natalino Corazza Onlus – poi diventata APIAFCO Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza – si batte quotidianamente per il diritto alla salute e la qualità della vita dei pazienti psoriasici.

APIAFCO vuole essere un punto di riferimento per i malati di psoriasi, per un coinvolgimento sistematico nel percorso di cura, al fine di vedere riconosciuta la patologia all’interno delle policy sanitarie, anche di cronicità e definire un miglior percorso di assistenza di cui queste persone necessitano.

Credit Photo Ilfaroonline.it

Privacy, Class action da 5 miliardi contro Google Chrome perché tracciava gli utenti in Modalità Incognito

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 5:56am

Intentata una causa legale da 5 miliardi di dollari negli Stati Uniti perchè Google avrebbe tracciato i dati degli utenti da web browser, mentre utilizzavano Google Chrome in Modalità Incognito. Nello specifico si tratterebbe di una class action con gli obiettivi molto precisi. Gli utenti da web browser chiedono un risarcimento a Google, perché il colosso del web “li ha illusi” di poter davvero controllare cosa fosse visibile o non visibile delle loro ricerche su Google Chrome, utilizzando la Modalità Incognito. Si tratterebbe di una violazione della legge sulla privacy, sancita anche dalla normativa federale. La somma finale richiesta è pari a 5 miliardi di dollari, 5000 dollari per ogni utente coinvolto nella class action. Secondo i motivi del ricorso che insiste sulla causa presentata al giudice proprio in questi giorni: “Google raccoglie informazioni attraverso Google Analytics, Google Ad Manager e altre applicazioni, nonché plug-in dei siti web, e ancora con app per smartphone, a prescindere che qualcuno abbia attivato o meno l’opzione per condividere i propri dati. Ciò aiuta la società ad apprendere circa amici, hobby, cibi preferiti, abitudini dello shopping, persino le più intime informazioni private e imbarazzati oggetto di ricerche online”.

Google da parte sua ha anche rilasciato una dichiarazione in merito alla vicenda: “La Modalità Incognito di Google Chrome dà la possibilità di navigare in internet senza che le attività siano salvate sul browser e sul dispositivo. Ma come rendiamo noto ad ogni nuovo avvio di una finestra del browser, i siti web potrebbero comunque essere in grado di raccogliere informazioni sulla navigazione”.

Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” un controsenso. L’associazione seguirà l’evolversi della vicenda nei prossimi mesi e se Google dovrà davvero sborsare un totale di 5 miliardi di dollari anche perché sarebbero necessari degli accertamenti volti ad approfondire la questione.