giugno 21st, 2020

Candida in estate, che cosa fare?

Pubblicato il 21 Giu 2020 alle 8:55am

Nemica estiva delle donne è anche la candidosi vaginale, spesso causata dal tessuto del costume e dalle temperature calde e umide, ma non solo. Anche una maggior assunzione di cibi e bevande dolci (the, infusi zuccherati, gelati, ghiaccioli, frutta) contribuisce ad aumentare il rischio di proliferazione della candida albicans nella zona genitale. Nei soggetti adulti, come nelle bambine, si presenta come prurito, rossore della mucosa e secrezioni vaginali. Eppure anche i signori non ne sono immuni, nell’uomo può infatti presentarsi come prurito intimo e vescicole con siero. Cosa fare: una dieta corretta ed equilibrata si rivela un potente alleato, anche per la prevenzione, in quanto spesso la candidosi è il risultato di una disbiosi dell’intestino. L’esperta di MioDottore, la dottoressa Stefania Folloni, medico di base, che aderisce al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma, fornendo utili suggerimenti per prevenirla, dando indicazione su come curarla.

Consiglia di evitare cibi dolci (zuccheri semplici, miele, biscotti, torte) e latticini (yogurt e formaggi) che possono creare terreno fertile per la moltiplicazione della candida; è opportuno invece assumere fermenti lattici e piatti a base vegetale (cereali integrali non raffinati, carboidrati complessi, proteine vegetali, legumi, verdure e grassi vegetali). Anche l’outfit giusto sarà di supporto, meglio prediligere indumenti in cotone leggero e traspiranti, cambiarli spesso se sudati o sporchi, soprattutto i costumi bagnati. Se è presente anche un’irritazione della vulva esterna è fondamentale indossare capi chiari, in quanto il colorante potrebbe peggiorare lo stato di irritazione, eseguire una corretta igiene intima e avere accortezza durante e dopo i rapporti intimi. La candida vaginale difficilmente regredisce spontaneamente, spesso sono necessari trattamenti o farmaci antimicotici topici, sempre prescritti dal medico. Si possono però trovare prodotti risolutivi anche in farmacia, in forma di crema o di ovuli a base di malaleuca alternifoglia, pseudowintera e aloe.

SIMIT- “Covid Updates”: per rafforzare la rete l’organizzazione sanitaria tra ricerca, prevenzione e il rischio di una seconda ondata

Pubblicato il 21 Giu 2020 alle 7:27am

Una solida rete di strutture e di specialisti infettivologi ha affrontato l’emergenza per gestire al meglio, eventuali ed ulteriori riaccensioni epidemiche, anche grazie ai solidi rapporti di collaborazione instaurati con altri professionisti come i MMG e Intensivisti” ha sottolineato Marcello Tavio, Presidente SIMIT. (altro…)

Coronavirus: 1 persona su 5, 1,7 mld nel mondo con patologia preesistente

Pubblicato il 21 Giu 2020 alle 7:26am

Da una recente ricerca fatta a livello globale, nel mondo una persona su cinque, parliamo di circa 1,7 miliardi, ha una patologia che potrebbe aumentare il rischio di morte in caso di infezione da Coronavirus.

La stima arriva dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, che l’ha pubblicata su Lancet Global Health, e vede l’Europa come il continente con la percentuale di persone a maggiore rischio per l’età media più alta. Il calcolo è stato fatto sulla base dei dati raccolti dal Global Burden of Diseases, lo studio che ha stimato la prevalenza mondiale delle principali patologie, e dei dati emersi sulle malattie preesistenti che peggiorano l’infezione, da quelle cardiovascolari a quelle renali, sino ad arrivare a diabete e a problemi respiratori. I paesi con una popolazione più giovane, sottolinea ancora lo studio, hanno una percentuale minore di persone a rischio.

In Africa ad esempio sono il 16%, mentre all’altro estremo l’Europa ha una popolazione del rappresenta il 31% che ha almeno una malattia, circa 231 milioni di persone. “Con i paesi che escono progressivamente dal lockdown – commenta Andrew Clark, uno degli autori -, le istituzioni cercano modi per proteggere i più vulnerabili da un virus che sta ancora circolando. Speriamo che le nostre stime forniscano degli utili punti di partenza per misure che proteggano le persone più a rischio di avere una malattia grave”.