giugno 22nd, 2020

Dolore alle gengive, come curarlo con l’aloe vera

Pubblicato il 22 Giu 2020 alle 7:00am

La gengivite viene causata dalla placca batterica non rimossa attraverso l’igiene orale quotidiana che, con l’andare dei giorni e degli anni, favorisce la proliferazione di batteri nocivi diretti responsabili dell’infiammazione dei tessuti molli presenti attorno ai denti. La gengivite quindi è provocata dai batteri che si nutrono degli zuccheri presenti nei resti di cibo rimasti nel cavo orale. I batteri in questione vanno poi ad infiammare i tessuti su cui si trovano, ovvero le gengive.

Questa azione dei batteri infiamma, arrossa e provocata sanguinamento alle nostre gengive. Nei casi più gravi si arrivano anche a formare delle vere e proprie sacche di pus e recessioni gengivali. Se la gengivite è causata da scarsa igiene orale, i rimedi naturali sono un buon metodo per lenire dolori e fastidio, ma non risolvono totalmente il problema.

Il primo vero rimedio è prendersi cura della propria igiene orale quotidianamente, utilizzando tutti gli strumenti necessari che abbiamo a disposizione: spazzolino morbido, dentifricio a base di ingredienti naturali e collutorio senza alcol. Quando invece lo stadio della gengivite è avanzato, l’unica soluzione valida è quella di rivolgersi subito a uno studio dentistico per rimuovere la placca batterica sedimentata e divenuta tartaro.

Infatti, specialisti del settore tendono a consigliare una corretta igiene orale, dal dentista due volte l’anno.

Rimedi naturali contro la gengivite: l’Aloe Vera L’Aloe Vera, però, può essere un valido rimedio lenitivo. Noto sin dall’Antico Egitto cura le gengive sanguinanti ed infiammate.

Infatti, troviamo molto spesso questa pianta, il suo gel citato tra le componenti essenziali dei nostri dentifrici quotidiani.

L’aloe vera:

– Stimola il processo cicatrizzante – Aiuta a superare il processo infiammatorio – Dona sollievo in caso di infiammazioni – Ostacola la crescita dei batteri – Riduce il sanguinamento (proprietà emostatica)

Come viene impiegata? L’Aloe Vera può essere impiegata sia utilizzando direttamente la pianta sia acquistando prodotti per l’igiene orale a base di Aloe Vera.

Basta strofinare la polpa o il gel di Aloe Vera direttamente sulle nostre gengive almeno due volte al giorno. Dopo 20/30 minuti risciacquare con acqua tiepida per avere un effetto lenitivo. Se si vuole introdurre l’Aloe Vera nell’igiene quotidiana, in commercio esistono diversi prodotti per la cura del cavo orale a base di Aloe.

Photo Credit Esi.it

Uva spina, alleata della salute per fare il pieno di antiossidanti

Pubblicato il 22 Giu 2020 alle 6:50am

L‘uva spina è un frutto caratterizzato da benefici con un basso contenuto di calorie. Quando si parla dei motivi per cui l’uva spina è portentosa per la salute, è importante citare la ricchezza in fibre sia solubili, sia insolubili.

Un’equipe della Tufts University di Boston sostiene che in caso di regimi alimentari caratterizzati da un apporto energetico non regolare, con un consumo di fibre pari a 14 grammi al giorno per due giorni si assiste a una riduzione dell’apporto calorico del 10% circa e a un calo ponderale di circa 1,9 kg in un lasso di tempo di 3,8 mesi.

L’uva spina oltre ad essere ricca di vitamina C ed E, antiossidanti, e per il benessere della nostra pelle, è pure una fonte di antociani, pigmenti naturali il cui apporto è cruciale per il mantenimento dell’efficienza visiva e per la salute delle vie urinarie.

Per sfruttare al massimo le proprietà dell’uva spina, è meglio consumarla cruda. Questo delizioso frutto si può assumere in diversi modi. Tra questi è possibile ricordare la sua integrazione alle insalate, per guarnire torte, dolci, in aggiunta allo yogurt greco. Prima di introdurla nella dieta, è in ogni caso opportuno contattare il proprio medico curante.

Dieta della bresaola, per dimagrire di una taglia in due settimane

Pubblicato il 22 Giu 2020 alle 6:34am

La bresaola è un alimento con poche calorie (100 gr ne contengono appena 150), e questo la rende un alimento, un salume super light.

E’ perfetta, infatti, per essere consumate nelle diete e in maniera veloce anche fuori casa.

Ma se mangerete prevalentemente bresaola vi farà perdere peso in soli 14 giorni, diminuendo di una taglia in pochissimo tempo. Attenzione, essendo un alimento molto saporito, non è indicata per persone che soffrono di pressione alta (essendo un alimento molto salato), o in gravidanza, o che hanno qualche malattia. Ecco come funziona:

A colazione scegliere una tazza di te, meglio se verde, e accompagnarlo con yogurt greco – o magro – e cereali. A pranzo preferire la pasta, meglio se integrale. La sera, invece, un bel piatto di bresaola accompagnata dalle verdure. Preferire sempre quelle di stagione. Un vero e proprio classico della dieta mediterranea è la bresaola accompagnata da rucola e scaglie di parmigiano reggiano e un pizzico di limone.

Alcuni, a piacere, aggiungono anche un filo d’olio. Un piatto gustoso, fresco e povero di grassi. Un altro piatto facile da preparare, inoltre, è anche un’insalata di spinaci con la bresaola – sempre come protagonista – oppure accompagnandola a degli asparagi o zucchine, magari lesse. Questo regime alimentare è perfetto soprattutto per chi fa molto sport.

Iperidrosi, cosa fare? Dai rimedi naturali all’intervento chirurgico

Pubblicato il 22 Giu 2020 alle 6:02am

Si parla di iperidrosi, cioè eccessivo sudore, quando la causa non è legata all’ambiente circostante, quando ad esempio si passa ad un clima caldo umido, si fa attività fisica, è in corso la menopausa, in occasione delle classiche vampate di calore, si è in pubertà…

L’eccesso di produzione delle ghiandole sudoripare si concentra soprattutto sul palmo delle mani, sotto la pianta dei piedi e alle ascelle. A peggiorare il quadro possono essere determinate patologie, come anche un eccessivo consumo di caffè e tè, nicotina se si fuma troppo o magari anche l’ansia.

Da qui ne deriverebbe un “cocktail” di sudore micidiale, maleodorante, insopportabile per se stessi e per gli altri.

Il disturbo può essere controllato con deodoranti e altre strategie come l’impiego dell’acido tannico o la ionoforesi che limita temporaneamente la secrezione delle ghiandole e quindi modifica l’azione delle cellule secretorie. I deodoranti, in particolare, debbono prevenire o mascherare i cattivi odori ma senza danneggiare il ph della pelle.

Esistono diversi principi che possono essere utilizzati, dagli antimicrobici fino ai classici antitraspiranti, passando per composti ad azione coprente o assorbente. I primi contengono sostanze in grado di impedire che la flora batterica colonizzi le secrezioni cutanee. Quelli battericidi invece uccidono i microrganismi, ma pur avendo una lunga durata d’azione possono compromettere l’equilibrio fisiologico cutaneo. I batteriostatici possono limitare la crescita di microorganismi, rispettando maggiormente la flora batterica cutanea fisiologica.

Anche alcune sostanze naturali possono come la salvia, il timo, la lavanda o il limone, il bicarbonato di sodio possono aiutare a combattere una certa sudorazione.

Quando serve il chirurgo Quando l’iperidrosi appare incontrollabile, però, la parola può passare al dermatologo ed infine al chirurgo. Se gli antitraspiranti non bastano a controllare la situazione, si può pensare ad una cura con tossina botulinica immessa direttamente nelle aree che producono “troppo” sudore. Si iniettano piccole e numerose quantità di farmaco che dopo circa una settimana bloccano la trasmissione nervosa alle ghiandole sudoripare, riducendo la secrezione per 4-5 mesi, poi la sudorazione gradualmente incomincia a riprendere. Il trattamento non ha effetti collaterali importanti: le iniezioni possono però dare dolore, soprattutto al palmo delle mani.

Il chirurgo, invece, può proporre diversi tipi di interventi chirurgici: il primo e più importante è la simpaticotomia. In endoscopia si interrompono le vie nervose dirette alle ghiandole sudoripare, riducendo in modo permanente la sudorazione. È un intervento che comporta minime incisioni, richiede una anestesia generale di circa 40 minuti e viene effettuato in day-hospital. Rara complicanza dell’intervento è la sindrome di Horner che comporta una ptosi (cioè una sorta di caduta) della palpebra, mentre più frequente è la sudorazione compensatoria, che può intervenire sulle aree non coinvolte dall’interruzione nervosa (5-7 per cento dei casi).

Se il problema è localizzato alle ascella, si può puntare a eliminare le ghiandole sudoripare localizzate nell’area, che vengono identificate con coloranti per poi essere asportate. L’intervento lascia cicatrici ascellari che possono essere fastidiose nei primi periodi post operatori, e possono guarire in tempi lunghi (3-4 settimane) a causa della area soggetta a movimenti e “frizioni”. L’intervento dura circa 20 minuti per lato e si effettua in anestesia locale in ambulatorio.

Foto credit Medicinalive.com