Padelle antiaderenti e malattie cardiache

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 19 Lug 2020 alle ore 6:27am

Utilizzare padelle antiaderenti può comportare la comparsa di una serie malattie cardiache, in quanto, contengono i PFAS (perfluoroalchiliche), sostanze chimiche sintetiche utilizzate nell’industria per produrre insetticidi, vernici, rivestimenti e altro ancora.

Negli anni ’50 si è scoperto che hanno proprietà emulsionanti e tensoattive rendendo i materiali resistenti all’acqua e ai grassi. Per questo sono state impiegate nella produzione delle pentole antiaderenti.

I PFAS, però, si suddividono in due gruppi: l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansulfonico (PFOS).

Attraverso l’aria e l’acqua possono essere dannose per la salute delle persone, ad esempio.

A sostenerlo anche il sito del Ministero della Salute che i PFAS sono ritenuti responsabili di svariate problematiche legate alla salute come:

– compromissione della crescita
– riduzione della fertilità femminile
– malfunzionamenti della tiroide
– colite
– problemi cardiovascolari
– potenzialmente cancerogeni

Le concentrazioni massime tollerabili di PFOA e PFOS nell’acqua potabile sono state fissate a livello internazionale dall’OMS a 0,2-0,4 μg/L per esposizioni di periodo limitato.

Tali sostanze tossiche influenzano la normale funzionalità delle piastrine nel sangue rendendole incapaci di coagulare come dovrebbero: con il passare degli anni potrebbero insorgere delle malattie cardiache.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il PFOA come 2B (possibilmente cancerogeno per l’uomo).