agosto 16th, 2020

Discoteche chiuse. Regioni ‘rispettare dpcm’

Pubblicato il 16 Ago 2020 alle 4:07pm

Chiusura discoteche. Regioni dovranno adeguarsi al dpcm del 7 agosto scorso che dice che: “restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”. Questa è la posizione che sarà sostenuta dagli esponenti dell’Esecutivo alla riunione delle 16 con le Regioni. In particolare, il ministro della Salute, Roberto Speranza, potrebbe presentare un provvedimento che vieta esplicitamente alle Regioni di derogare al dpcm. Anche il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, nei giorni scorsi aveva ipotizzato la “chiusura dopo Ferragosto in tutte le Regioni”.

Decisione che arriva dopo la crescita costante dei contagi. Non si capisce, però, perché l’Italia vada in altra direzione rispetto alla situazione generale che sta adottando anche altra parte di Europa. Con contagi anche più alti dei nostri. Più turismo, più attività aperte, scuole nella normalità, anche dal prossimo settembre.

Photo Credit CorrieredellUmbria.it

Borse di studio in medicina, Puglia da record

Pubblicato il 16 Ago 2020 alle 7:30am

Un totale di 650 borse di specializzazione (620 statali e 30 regionali) saranno destinate ai laureati in Medicina (478 a Bari e 172 a Foggia), ma le Scuole di Medicina Pugliesi portano a casa anche un altro importantissimo risultato, il più alto numero di contratti nella storia. Con un incremento del 76% rispetto alle 382 borse dello scorso anno (352 statali e 30 regionali, di cui 291 a Bari e 91 a Foggia), l’Università pugliese supera anche la media nazionale del 67,5%.

“Un risultato senza precedenti – commenta il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini – che premia il lavoro svolto dalla Regione e dalle Università di Bari e di Foggia e che dimostra quanto sia ormai consolidato il rapporto tra il mondo Accademico e le politiche regionali per una migliore Sanità e qualità della vita dei cittadini; settore che, soprattutto in questi ultimi mesi, ha dimostrato di essere fondamentale nella gerarchia dei bisogni della popolazione”.

Photo Credit salute.gov.it

Violenza sulle donne, Istat e numero verde antiviolenza confermano che nel periodo di lockdown: “Richieste d’aiuto aumentate del 78,5%”

Pubblicato il 16 Ago 2020 alle 6:58am

L’Istat ha fatto sapere pochi giorni fa, con la pubblicazione di dati registrati nel database del numero verde antiviolenza e stalking 1522 del Dipartimento nazionale Pari Opportunità, che a livello nazionale il numero delle chiamate sia telefoniche sia via chat nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020 è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+119,6%), passando da 6.956 a 15.280.

L’analisi condotta, riporta che in 9 casi su 10 i maltrattamenti si sono perpetrati all’interno delle mura domestiche e spesso, addirittura, davanti ai figli della coppia. In generale, in almeno tre quarti dei casi le donne denunciano di subire sevizie da diversi anni, se non anche molti, nella maggioranza dei casi. Nel 50% dei casi poi, le vittime dichiarano di temere per la propria incolumità, se non addirittura per la propria vita.

Il sindacato Ugl, a livello nazionale ha portato in sede di Commissione d’inchiesta sul femminicidio il tema dell’aggravante del codice penale per la molestia sessuale sui luoghi di lavoro, “una questione che si ritiene utile al pari del riordino degli organismi di parità, spesso assoggettati a logiche spartitorie ideologiche o di partito che nulla afferiscono a una problematica socio-sanitaria come quella della violenza alle donne o ai minori”.

Gli infermieri dimenticati, tra turni massacranti e stipendi bassi

Pubblicato il 16 Ago 2020 alle 6:00am

Tanta gloria al momento del bisogno, ma poi appena la pandemia è incominciata a calare, ecco allora che anche l’attenzione, verso la categoria degli infermieri incominciata a calare.

Gli “eroi delle corsie” hanno ottenuto un bonus una tantum, con una cifra che è variata su base regionale. Ai più fortunati sono arrivati un migliaio di euro aggiuntivi. Meglio di niente, certo. Ma non c’è stato un intervento strutturale sia da un punto di vista economico che sotto il profilo del rafforzamento degli organici, salvo un ritocco introdotto dal decreto Rilancio. Tanto che all’appello, secondo le stime degli esperti aggiornate con potrebbero mancare in totale 76mila infermieri nei prossimi mesi. Un punto di partenza non proprio incoraggiante in caso di seconda ondata di epidemia.

Già oggi, secondo le stime della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), servirebbero 53.860 infermieri in tutta Italia per garantire un rapporto equilibrato con i pazienti.

A questa carenza si è aggiunto il sovraccarico di lavoro determinato dalla pandemia da Coronavirus, con le conseguenze che noi tutti sappiamo.