agosto 27th, 2020

Ema, il film di Pablo Larraìn dal 2 settembre al cinema

Pubblicato il 27 Ago 2020 alle 6:21am

Arriva al cinema, il prossimo 2 settembre 2020 un film di Pablo Larraìn che cambia registro con un’opera perturbante e incendiaria, un’esperienza stordente aperta al musical e alla stilizzazione del videoclip. Con Mariana Di Girolamo, Gael García Bernal, Santiago Cabrera, Paola Giannini, Distribuzione Movies Inspired. il film drammatico EMA, racconta infatti di Ema e Gaston che adottano Polo ma l’esperienza si trasformerà per loro, molto presto in un dramma, e la coppia rischierà di scoppiare.

Sinossi Ema è fuoco che brucia, Gastón il focolare che lo contiene. Lei è una ballerina, lui il suo coreografo. Insieme hanno adottato Polo, insieme hanno fallito la sua adozione. Incapaci di gestire i suoi traumi, lo hanno ‘restituito’ ai servizi sociali e adesso navigano a vista tra rimorsi e accuse. Ema vuole il divorzio e si rivolge all’avvocato che ha accolto Polo dopo il loro fallimento. La donna, ignara delle reali intenzioni di Ema, se ne innamora come il marito, un pompiere avvenente sedotto dopo l’incendio doloso della propria auto. Perché Ema ha un piano e niente può fermarla.

Modà: venerdì 28 agosto in uscita il singolo “Cuore di cemento”

Pubblicato il 27 Ago 2020 alle 6:17am

Da venerdì 28 agosto sarà in radio e disponibile in digital download e sulle principali piattaforme streaming “CUORE DI CEMENTO” (prodotto da Friends & Partners – licenza esclusiva Casa Italia Records powered by Believe), il nuovo singolo inedito dei MODÀ, un brano profondo con una forte carica rock, sottolineata dalla grande intensità dell’inconfondibile voce di Kekko.

«Con “Cuore di cemento” ritornano i Modà nella loro veste più riconoscibile. Un brano intenso, forse il più atteso anche da parte di chi ci segue da anni – racconta Kekko – Sono molto contento dei risultati conseguiti con “Testa o croce”, è stato un album molto apprezzato dai nostri fan, e sono allo stesso tempo curioso di sapere che cosa ne pensano di risentirci con questa sonorità».

“Cuore di cemento” arriva dopo il successo dell’album “Testa o croce” (prodotto da Friends & Partners – licenza esclusiva Casa Italia Records powered by Believe) che nel 2019 ha segnato il grande ritorno della band campione d’incassi sulla scena musicale. “Testa o croce” è stato certificato Oro, è rimasto stabile in Top 10 per le prime 5 settimane nella Classifica album Fimi – Gfk e ha superato i 15 milioni di stream. I videoclip che hanno accompagnato il disco, hanno raggiunto 25 milioni di visualizzazioni su Youtube. Il tour a dicembre 2019 nei Palasport italiani ha registrato il tutto esaurito.

I Modà si esibiranno il 5 settembre prossimo all’Arena di Verona tra gli ospiti dei SEAT MUSIC AWARDS, edizione speciale a sostegno dei lavoratori dello spettacolo. La serata sarà trasmessa in diretta in prima serata su RAI 1.

Tumore al pancreas, Pisa, scoperto ruolo proteina prionica agente morbo della “mucca pazza”

Pubblicato il 27 Ago 2020 alle 6:00am

Un recente studio effettuato in Aoup in collaborazione con l’Università di Pisa e l’IRCCS Neuromed di Pozzilli (IS), sotto la responsabilità dei professori Luca Morelli (foto) e Francesco Fornai (foto) e recentemente pubblicato sulla rivista Pancreatology, è riuscito a dimostrare, per la prima volta in letteratura, la presenza di prioni, agenti responsabili del morbo di Creutzfeldt-Jakob (cosiddetto “della mucca pazza”), nei tumori del pancreas asportati chirurgicamente, documentando anche un possibile ruolo nella loro genesi e nella loro aggressività biologica.

Come è noto, il carcinoma del pancreas è uno dei tumori maligni con più elevato tasso di mortalità per aggressività e tendenza a metastatizzare. Dato l’incremento di incidenza di tale neoplasia, con stime che la prevedono al secondo posto in termini di mortalità per tumore di qui al 2025, la comprensione delle basi biologiche della malattia è fondamentale per migliorarne la prognosi.

In particolare, uno degli aspetti più caratteristici di questo tumore, chiamato “neurotropismo”, è la sua spiccata capacità di diffondersi attraverso le strutture nervose peri-pancreatiche (infiltrazione perineurale). Le basi biologiche di tale meccanismo di aggressività sono tuttavia ancora ignote, ed è qui che entrerebbe in gioco la proteina prionica, condividendo anch’essa con il tumore del pancreas proprio un elevato neurotropismo. Non solo quindi agente responsabile del morbo della mucca pazza: recenti evidenze in laboratorio su linee cellulari hanno infatti mostrato un possibile ruolo della proteina prionica nella trasformazione neoplastica e, in particolare, un’associazione tra la sua presenza e l’acquisizione di una maggiore aggressività, ma si tratta di studi in vitro e senza implicazioni clinico-prognostiche.

Lo studio in questione, appena pubblicato, presenta per la prima volta i risultati preliminari di un’indagine condotta in vivo su tessuto tumorale prelevato durante interventi chirurgici di resezione pancreatica effettuati nella Sezione dipartimentale di Chirurgia generale dell’Aoup (diretta dal professore Giulio Di Candio), confermando non solo una significativa maggiore concentrazione di proteina prionica nel tessuto tumorale rispetto al tessuto sano, ma anche una più elevata espressione nei tessuti dei pazienti con stadio più avanzato, nonché una maggior tendenza alla presenza di infiltrazione perineurale, rilevando quindi una correlazione con una maggior aggressività biologica.

Il lavoro, frutto della grande esperienza nella conoscenza e nel trattamento della patologia pancreatica da parte del gruppo chirurgico pisano, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica, punto di riferimento per gli esperti di tumore del pancreas, e rappresenta una ricerca all’avanguardia a livello internazionale.

I risultati, pur preliminari, sono estremamente interessanti poiché rappresentano una novità nel panorama scientifico sulla comprensione della biologia di un tumore così aggressivo, con possibili implicazioni anche sul piano clinico. La proteina prionica sembrerebbe infatti rappresentare per il tumore del pancreas un marker biologico di aggressività e potrebbe essere utilizzata sia dal punto di vista diagnostico sia prognostico ma anche terapeutico, valutando se ad esempio l’uso di specifici agenti che ne riducano la concentrazione, alterandone il metabolismo, si associ a una minore crescita tumorale e a una minore resistenza ai farmaci chemioterapici.

Il lavoro rappresenta il primo passo, dai risultati incoraggianti, di un progetto multidisciplinare di dottorato di ricerca condotto dal dottor Matteo Bianchini (foto), specialista in Chirurgia generale e dottorando di Scienze cliniche e traslazionali dell’Università di Pisa (Dottorato coordinato dal professore Stefano Del Prato), sotto la responsabilità del professore Morelli, associato di Chirurgia generale dell’Università di Pisa e chirurgo esperto nel trattamento dei tumori del pancreas, e del professore Fornai, ordinario di Anatomia umana dell’Università di Pisa e responsabile dell’Unità operativa di Neurobiologia e dei disturbi del movimento dell’I.R.C.C.S. Neuromed, nonché uno dei massimi esperti di proteina prionica e neuroinvasività.

Lo studio, effettuato anche grazie ai contributi dalle Fondazioni Arpa e Tizzi, dei Rotary club di Pisa e Cecina e della famiglia Orvietani, ha visto tra protagonisti anche le dottoresse Maria Anita Giambelluca e Maria Concetta Scavuzzo, biologhe dell’Istituto di Anatomia umana dell’Università di Pisa, il dottor Luca Emanuele Pollina, anatomopatologo Aoup e il dottor Niccola Funel, biologo borsista in Aoup (edm).