ottobre 18th, 2020

Smartworking e nuovi occhiali da vista

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:57am

Le montature degli occhiali del prossimo inverno diventano sottili e fatte anche di ‘beta titanio’ (super leggero e flessibile), ottone, rame o alluminio per modelli tipo ‘pantos’ (occhiali rotondi particolarmente amati negli anni ’80 grazie a celebrità iconiche del calibro di Johnny Depp e Woody Allen). Le celebrites già li indossano in variabili e forme infinite, da quelle perfettamente rotonde a quelle più squadrate.

L’occhialeria sta cambiando l’offerta vede nuove lenti che tengono conto del momento storico e della pandemia. In aumento quelle ‘degressive’, dette anche lenti ‘office’, che stando alle indicazioni dei produttori si adattano a diverse distanze grazie ad una maggiore profondità di campo (da 60 centimetri fino a 3 metri). Rispetto ai classici occhiali da lettura che consentono di vedere bene sia gli appunti sul tavolo, che lo schermo del computer e ciò che ci circonda nella stanza senza fare sforzi visivi o assumere posture sbagliate per ore e ore.

Il lockdown poi, e le ore prolungate passate avanti al pc, o al tablet o smartphone, per lo smartworking pare stiano affaticando la vista e i produttori di occhiali hanno deciso di puntare a nuove soluzioni per la vista. Come racconta Fabrizio Mainardi del brand Bolon all’Ansa.

“Anche se nel mondo dei produttori indipendenti il trend principale è “nessuna tendenza” ci sono forme, colori e materiali specifici per l’inverno alle porte, – commenta Cristina Frasca, ideatrice e fondatrice di DaTE. – Fra le novità il ritorno delle forme piccole, tonde, pantos, squadrate, ovali ma anche spigolose e triangolari. Anche gli occhiali a mascherina continuano ad avere successo, ma sono mascherine diverse da quelle anni ’80 e ’90 a cui siamo abituati, con forme più moderne e lenti flat, cioè perfettamente piatte”. “Per quanto riguarda i colori, – prosegue Frasca, – si va dai nuovi occhiali coloratissimi dai toni fluo-giallo, verde, arancione e rosa a quelli dalle nuance più scure, dai toni tartarugati e ispirati alla natura come beige, verde chiaro, rosa tenue”. Cambiano radicalmente i materiali, campo di ricerca e sperimentazione da parte di creativi e produttori. “Spiccano l’uso del beta titanio, del magnesio, del rame, dell’ottone e dell’alluminio. L’acetato e l’acetato biodegradabile N49 continuano ad essere materiali ampiamente utilizzati, a dimostrazione di una sempre maggiore attenzione verso l’ambiente e la natura”. Tra i materiali di nicchia per occhiali di lusso ci sono quelli in marmo, sasso e corno. L’Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici conferma il successo delle ‘lenti office’ degressive: “E’ un segmento su cui senza dubbio le aziende stanno puntando, alla luce dell’evoluzione delle modalità di lavoro e l’incremento dello smartworking”.

Animali domestici e coronavirus

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:17am

“A oggi non esistono prove del fatto che gli animali domestici possano trasmettere all’essere umano il virus SARS-CoV-2 e svolgere un ruolo attivo nella diffusione di Covid-19”. A ricordarlo è la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). (altro…)

Covid, crisi economica e pil

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:13am

A causa degli effetti negativi del Covid-19 si rischia di ‘bruciare’ 160 miliardi di Pil. A sostenerlo è la Cgia di Mestre, secondo la quale nella più rosea delle ipotesi, il Pil italiano di quest’anno dovrebbe scendere, rispetto al 2019, addirittura al 10% circa. Per dare l’idea della dimensione della contrazione, è come se il Veneto fosse stato in lockdown per tutto l’anno. Con un crollo quasi doppio rispetto a quello registrato 11 anni fa, è evidente, per la Cgia, che una caduta verticale del genere avrà degli effetti negativi sul mercato del lavoro.

“Per questo diciamo no a qualsiasi chiusura generalizzata – rileva Zabeo – che aggraverebbe ancor più la situazione. Anche perché il peggio deve ancora arrivare. Quando verrà meno il blocco dei licenziamenti, infatti, correremo il rischio di vedere aumentare a dismisura il numero dei disoccupati”. Per il segretario della Cgia Renato Mason “oltre ad avere un carico fiscale indiscutibilmente eccessivo, una pressione burocratica che continua a penalizzare chi fa impresa e un calo degli investimenti molto preoccupante, che interessa in particolar modo quelli di natura pubblica, c’è un’altra grossa criticità che rischia di mettere in seria difficoltà tante aziende, soprattutto di piccola dimensione. Ci riferiamo alla nuova normativa introdotta dall’Unione Europea che interessa le banche”.

Per evitare gli effetti negativi dei crediti deteriorati, spiega, Bruxelles ha imposto a queste ultime l’azzeramento in 3 anni dei crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni per quelli con garanzia reali. “E’ evidente che l’applicazione di questa misura, in buona sostanza, indurrà moltissimi istituti di credito – aggiunge Mason – ad adottare un atteggiamento di estrema prudenza nell’erogare i prestiti, per evitare di dover sostenere delle perdite in pochi anni”.

Situazione che è in buona sostanza anche italiana. Le previsioni, peraltro, danno un tracollo dei consumi delle famiglie di circa 96 miliardi di euro.