ottobre 23rd, 2020

Addio al vecchio medico di base, ecco perché

Pubblicato il 23 Ott 2020 alle 6:08am

Addio al ‘vecchio’ medico di famiglia, che visita da solo nel suo studio, secondo i metodi tradizionali. La medicina territoriale del futuro si farà in team multiprofessionali. Portando i professionisti ‘al letto del paziente’, migliorandone così, anche la presa in carico degli assistiti. È questa la visione portata avanti dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), presentata in questi giorni in Audizione presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato dal suo presidente, Filippo Anelli.

Già il 15 luglio scorso il Comitato Centrale aveva approvato il documento partorito dal gruppo di lavoro Medicina territoriale del suo Cantiere delle Riforme: un piano articolato e complesso, che prende in esame criticità attuali, proponendo pertanto soluzioni possibili sui diversi versanti. Dalla medicina di famiglia alla continuità assistenziale, dalle Usca agli ospedali di comunità, dalla medicina scolastica alla formazione e al ricambio generazionale, la Medicina territoriale viene presa in esame in tutte le sue declinazioni.

Diabete, grazie al tè verde e caffè, può essere ridotta mortalità per pazienti

Pubblicato il 23 Ott 2020 alle 6:00am

Il consumo di caffè e tè verde è in grado di allungare l’aspettativa di vita nei pazienti che presentano il diabete: il consumo combinato, pertanto, di queste due bevande (4 tazze di tè verde e due di caffè al giorno) è in grado di ridurre il rischio di morte per qualunque causa del 63% (rischio più che dimezzato). A suggerirlo anche uno studio scientifico pubblicato sulla rivista BMJ Open Diabetes Research & Care, condotto da Yuji Komorita della Kyushu University, a Fukuoka in Giappone.

La ricerca ha coinvolto 4923 diabetici il cui stato di salute e monitorato in media per oltre 5 anni, ha fatto emergere che le persone con diabete avevano una qualità e aspettativa di vita peggiore rispetto ai loro coetanei sani, a causa di complicanze gravi di tipo cardiovascolare. Questi pazienti avevano anche, un rischio quasi superiore di sviluppare demenza e tumori.

La corretta gestione del diabete necessita di terapia farmacologica e stili di vita e abitudini alimentari sani, in grado di prevenire e ridurre questo rischio aggiuntivo.

Le abitudini alimentari del campione sono state valutate mediante questionari ad hoc, con particolare attenzione al tipo di bevande consumate; e raccolte anche informazioni sullo stile di vita (sedentarietà, sonno, vizio del fumo, consumo di alcolici etc).

Ebbene, i decessi registrati nel periodo di osservazione sono stati in tutto 309; cause principali di morte sono state tumori (114) e malattie cardiovascolari (76). Da qui, emerge anche che rispetto ai non consumatori di tè verde e caffè, coloro che sono soliti bere una o entrambe le bevande hanno un minor rischio di morte per qualsiasi causa, con un meccanismo ‘dose-dipendente’, che faceva emergere che più ne bevevano minore era il loro rischio di morire.

In particolare, bere fino a una tazza di tè verde al giorno poteva ridurre il rischio di mortalità fino al 15%; berne 2-3 ad abbassare il rischio del 27%. Per consumi di 4 o più tazze di tè al giorno, il rischio si ridurre del 40%. Tra i bevitori di caffè il rischio si riduce il diabete è del 19% per consumi di una tazzina al giorno; del 41% per il consumo di due o più tazzine.

Il rischio di morte è addirittura inferiore per chi consuma entrambe le bevande: riducendosi del 51% per consumi fino a 2-3 tazze di tè verde e 2 o più caffè al giorno; del 58% per 4 o più tazze di tè verde e una tazzina di caffè; del 63% per un consumo combinato di 4 o più tazze di tè verde e 2 o più tazze di caffè al giorno.

Il meccanismo protettivo delle due bevande è da attribuire al loro contenuto in antiossidanti e altre molecole attive con effetti positivi sulla salute, concludono gli esperti.

Vaccino Covid, Cina annuncia: “Pronte 600 milioni di dosi entro fine anno”

Pubblicato il 23 Ott 2020 alle 6:00am

La Sinopharm, è una società cinese che è al lavoro su due vaccini anti Covid-19, per la produzione di massa. Il presidente Liu Jingzhen, secondo la tv statale in lingua inglese Cgtn, ha annunciato cje questa casa farmaceutica «è pronta a cominciare la produzione su larga scala di vaccini per assicurare scorte sufficienti e sicure». La Cina conta di produrre 610 milioni di dosi di vaccini entro la fine dell’anno, a confermarlo Zheng Zhongwei, a capo della task force di sviluppo dei vaccini anti Covid-19, aggiungendo anche che la produzione salirà nel 2021 per soddisfare la domanda sia interna che globale.

La Cina vanta 13 vaccini contro il Covid-19 in fase clinica di cui 4 giunti in fase 3, quella finale: le dosi somministrate finora hanno interessato 60.000 persone che non hanno segnalato effetti collaterali gravi. È quanto ha riferito Tian Baoguo, vicedirettore del ministero della Scienza e della Tecnologia, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Pechino. Tian, secondo i media locali, ha poi aggiunto che tutti i candidati vaccini si sono dimostrati essere al momento anche sicuri.