Covid, quando saranno disponibili i tamponi rapidi in farmacia e dai medici di base?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Ott 2020 alle ore 6:08am

Lunedì convocazione per i medici di famiglia, Conferenza Stato-Regioni e sindacati per trovare un accordo sui test rapidi da effettuare in studi medici di medicina generale e farmacie.

L’adesione sarebbe su base volontaria, con una possibile aggiunta contrattuale rispetto all’accordo collettivo di lavoro dei medici di base. Inoltre negli studi dei medici di famiglia arriveranno anche le strumentazioni per la diagnostica dei malati non-Covid, come strumenti per l’ecografia o spirometria ed elettrocardiogrammi.

L’attività di tracciamento in farmacia e presso i medici di base dovrebbe essere limitata al periodo dell’influenza stagionale, per poter favorire una diagnosi differenziata tra le due patologie. Bisognerà coinvolgere i medici di assistenza di base e i pediatrici di libera scelta, ma anche i medici di continuità assistenziale, i medici di emergenza sanitaria territoriale, i medici della medicina dei servizi. Dando loro un riconoscimento economico per l’esecuzione dei tamponi. L’accordo non verrà trovato prima di lunedì, ma di certo l’idea è quella di far partire presto la sperimentazione, considerando che l’idea è quella di coprire il periodo in cui il rischio influenzale è maggiore

Filcams Cgil nazionale non è d’accordo: “Troppo rischioso per lavoratori e clienti. Per poter fare i tamponi a persone che sono state esposte al rischio di contagio sono necessari abbigliamenti, spazi e procedure per gli operatori che le farmacie spesso non possono garantire. Significherebbe esporre un luogo frequentato da molte persone al rischio di divenire un focolaio di diffusione del virus”.