novembre 6th, 2020

Conferenza Mondiale Science for Peace and Health

Pubblicato il 06 Nov 2020 alle 6:40am

E’ in versione interamente digitale, e ricca di ospiti nazionali e internazionali, questa dodicesima edizione della Conferenza Mondiale Science for Peace and Health che, a partire da quest’anno, introdurrà la salute come indicatore di benessere sociale da cui deriva l’importanza fondamentale della ricerca scientifica come strumento per migliorare la qualità stessa della vita. (altro…)

Posti letto in neurologia: cosa succede alle persone colpite da ictus o altre malattie neurologiche durante questa nuova fase di emergenza? Il punto di A.L.I.Ce. SIN e ISO

Pubblicato il 06 Nov 2020 alle 6:11am

Una corsa contro il tempo per cercare di aumentare, ancora una volta, la disponibilità dei posti letto per le persone colpite da infezione da Covid-19. A distanza di mesi, purtroppo, stiamo vivendo la seconda ondata di una delle più gravi emergenze sanitarie non solo del nostro Paese ma del mondo intero e stiamo assistendo nuovamente ad un profondo riadeguamento del sistema ospedaliero italiano. La Società Italiana di Neurologia (SIN), insieme ad A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e all’Organizzazione Italiana per lo Stroke (ISO) esprimono preoccupazione perché i posti letto dei reparti di neurologia di numerosi ospedali sono stati ancora una volta riconvertiti per la cura dei pazienti Covid-19: anche in tempi di pandemia, però, un Sistema Sanitario Nazionale deve riuscire a garantire i migliori servizi possibili per i pazienti affetti da malattie non trasmissibili, in particolare per quelli con condizioni acute come ictus, traumi cranici, crisi epilettiche, polineuriti acute, sclerosi multipla, i cui trattamenti sono comunque sempre tempo-dipendenti. (altro…)

Contro l’anoressia la community on line delle ragazze che la combattono

Pubblicato il 06 Nov 2020 alle 6:10am

I social, per i modelli falsati che offrono “possono rappresentare “un vero e proprio inferno” spiega la regista, Maruska Albertazzi (che negli anni ’90 ha sofferto di anoressia). (altro…)

Anziani e Covid, per uscire dalla solitudine anche con la tecnologia

Pubblicato il 06 Nov 2020 alle 6:00am

Lontani dagli affetti più cari, dai figli e dai nipoti, senza poter neanche incontrare gli amici, andare a messa, al mercato a causa dell’influenza e pandamemia da coronavirus che sta correndo ancora in questi giorni.

Con il peso della solitudine che possa sfociare anche in depressione e stress.

“E’ drammatica la scelta che la pandemia impone agli anziani”, ha detto lo psicologo Angelo Gemignani, direttore del dipartimento di Dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell’Area critica dell’Università di Pisa. tra i fondatori del Centro Extreme della Scuola Superiore Sant’Anna.

Sebbene le alternative imposte dalla pandemia siano dure per tutti, per Gemignani bisogna considerare che non tutti gli anziani sono uguali e che le tecnologie, dagli smartphone ai social media, possono essere un valido aiuto anche per essi.

“Ci sono anziani che possiamo considerare a bassa fragilità, sia psicologica che fisica, e altri a più alta fragilità, o perché hanno patologie o per lo stato mentale ed emotivo delicato”, ha osservato. “In generale ad ora gli anziani sono le persone più vulnerabili alla Covid-19”, ed è anche vero che “l’isolamento è un fattore di rischio importante per problemi mentali come ansia e depressione”. Essere costretti in casa, poi, potrebbe esporre a un generale declino cognitivo e la mancanza di movimento potrebbe avere conseguenze serie anche sul sistema cardiovascolare, come sul sistema nervoso autonomo e sull’attività respiratoria”.

“Anche negli anziani, come nei più giovani – ha osservato Gemignani – l’isolamento può alterare il sonno, causando alterazioni della memoria, della capacità di concentrazione del controllo emotivo, favorendo l’irritabilità”.

La tecnologia, può, però, aiutare loro. Grazie a tablet e smartphone portarli a superare la solitudine, grazie a videochiamate e chat, con parenti, amici e nipoti: “possono essere terapeutici e studi hanno dimostrato che gli anziani che hanno la possibilità di chattare hanno meno disturbi dell’umore e meno deficit cognitivi”. ha concluso, lo specialista, “sebbene, sarebbe molto importante poter favorire gli anziani nell’acquisto di tablet o smartphone e, accanto ai volontari che li aiutano con la spesa, o qualche parente, vederne anche degli altri disposti a insegnare agli anziani come utilizzare questi mezzi”.