Anziani e Covid, per uscire dalla solitudine anche con la tecnologia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 06 Nov 2020 alle ore 6:00am


Lontani dagli affetti più cari, dai figli e dai nipoti, senza poter neanche incontrare gli amici, andare a messa, al mercato a causa dell’influenza e pandamemia da coronavirus che sta correndo ancora in questi giorni.

Con il peso della solitudine che possa sfociare anche in depressione e stress.

“E’ drammatica la scelta che la pandemia impone agli anziani”, ha detto lo psicologo Angelo Gemignani, direttore del dipartimento di Dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell’Area critica dell’Università di Pisa. tra i fondatori del Centro Extreme della Scuola Superiore Sant’Anna.

Sebbene le alternative imposte dalla pandemia siano dure per tutti, per Gemignani bisogna considerare che non tutti gli anziani sono uguali e che le tecnologie, dagli smartphone ai social media, possono essere un valido aiuto anche per essi.

“Ci sono anziani che possiamo considerare a bassa fragilità, sia psicologica che fisica, e altri a più alta fragilità, o perché hanno patologie o per lo stato mentale ed emotivo delicato”, ha osservato. “In generale ad ora gli anziani sono le persone più vulnerabili alla Covid-19”, ed è anche vero che “l’isolamento è un fattore di rischio importante per problemi mentali come ansia e depressione”. Essere costretti in casa, poi, potrebbe esporre a un generale declino cognitivo e la mancanza di movimento potrebbe avere conseguenze serie anche sul sistema cardiovascolare, come sul sistema nervoso autonomo e sull’attività respiratoria”.

“Anche negli anziani, come nei più giovani – ha osservato Gemignani – l’isolamento può alterare il sonno, causando alterazioni della memoria, della capacità di concentrazione del controllo emotivo, favorendo l’irritabilità”.

La tecnologia, può, però, aiutare loro. Grazie a tablet e smartphone portarli a superare la solitudine, grazie a videochiamate e chat, con parenti, amici e nipoti: “possono essere terapeutici e studi hanno dimostrato che gli anziani che hanno la possibilità di chattare hanno meno disturbi dell’umore e meno deficit cognitivi”. ha concluso, lo specialista, “sebbene, sarebbe molto importante poter favorire gli anziani nell’acquisto di tablet o smartphone e, accanto ai volontari che li aiutano con la spesa, o qualche parente, vederne anche degli altri disposti a insegnare agli anziani come utilizzare questi mezzi”.