dicembre 9th, 2020

Covid e carenza di vitamina D

Pubblicato il 09 Dic 2020 alle 6:07am

Una carenza di vitamina D collegata ai casi più gravi di Covid-19. A rivelarlo una ricerca scientifica che ha esaminato casi di pazienti ricoverati in terapia intensiva, tra marzo e aprile 2020.

Tale ricerca, questa volta è stato pubblicata sulla rivista scientifica Clinical Nutrition. E si tratterebbe di uno studio molto rigoroso che ha coinvolto specialisti di diversi ambiti per poter verificare se questo dubbio potesse davvero diventare una certezza. La ricerca è tutta italiana e porta la firma di diversi medici del Policlinico San Matteo di Pavia.

Nel periodo che tuttora rimane il più pesante dal punto di vista dell’emergenza in Italia, ovvero quello compreso tra marzo e aprile, i ricercatori hanno analizzato i valori di 129 pazienti ricoverati nella struttura. Purtroppo, 34 di loro sono poi deceduti.

I risultati parlano infatti di persone che riversavano nelle condizioni più severe, e che mostravano avere anche livelli molto bassi di vitamina D. Circa due giorni dopo essere entrati in ospedale, il 54,3% mostrava addirittura una carenza elevata.

Questo valore non faceva aumentare in modo diretto il rischio di morte, ma solo quello di venire intubati. C’era quindi un’evidente associazione tra mancanza del nutriente e l’insorgenza di una polmonite grave. Aumentavano infatti anche i marcatori biochimici che “misurano” l’intensità della malattia, come i linfociti specifici e la proteina C-reattiva.

Il professore di Geriatria e Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino: “la vitamina D ha un effetto immunomodulatorio nella replicazione delle infezioni virali delle vie respiratorie. Sappiamo che la vitamina D ha correlazioni positive anche come prevenzione di infezioni virali. Probabilmente le ha pure per il Covid-19”. Non solo, ma non è tossica e ha effetti collaterali.

Medici morti, totale 237 come a marzo

Pubblicato il 09 Dic 2020 alle 6:00am

Nuovi lutti nel mondo della medicina. A causa della pandemia da coronavirus.

Sono 4 i camici bianchi la cui morte è stata comunicata ieri dai presidenti degli Ordini. Tre di loro erano medici di famiglia. Salgono così a 237 i nomi che saranno ricordati sul memoriale della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). “Siamo tornati ai tempi di marzo – commenta il presidente Fnomceo Filippo Anelli – dobbiamo capire il perché di quella che è una vera e propria strage, specie nell’ambito della Medicina generale”.

“Solo comprendendo le cause di queste morti, che nella seconda ondata francamente non ci aspettavamo – sottolinea Anelli – potremo prevenire altri decessi e rendere onore ai colleghi scomparsi. Per questo abbiamo proposto, in accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, un monitoraggio sul territorio”.

Convegno SIPPS lancia per le famiglie una guida pratica contro la disabilità

Pubblicato il 09 Dic 2020 alle 6:00am

‘Includendo 360, Guida pratica sulla disabilità’, questo il nome del progetto “pensato appositamente per le famiglie, per consegnare un documento cartaceo” e consultabile anche online, “che sia un aiuto accessibile, fatto di indicazioni, risposte semplici a domande spesso molto complesse”. Parte da qui Marina Aimati, medico di Medicina generale e socia Sipps, presidente dell’associazione ‘Il senso della vita Onlus’, nel presentare la prima guida pratica intersocietaria sulla tutela della disabilità, sostenuta sia dalla Società italiana di Pediatria preventiva e sociale (Sipps) che dalla Società italiana di Pediatria (Sip). Il documento viene dato ai pediatri in occasione del 32mo congresso Sipps in corso fino all’8 dicembre.

Il mondo della disabilità, commenta la dottoressa, “è fatto di leggi e normative che possono essere un groviglio”. Questo fa si che “una famiglia, non ha soltanto la difficoltà di vivere la disabilità di un familiare in casa- continua- Ci si può trovare anche in difficoltà nell’interpretare le norme. La terapia di base è il primo momento di accoglimento della disabilità- riflette- anche nella comunicazione alla famiglia stessa”.

La guida, sebbene semplice, tenta di ricomporre il panorama complesso delle disabilità. “Tra i cardini c’è la scuola e la sanità, due comparti molto importanti. Sviluppano tra loro anche un percorso parallelo- spiega Aimati- Quando un bambino viene accolto nel Servizio sanitario nazionale per definirne le eventuali disabilità e i percorsi riabilitativi, si affianca la scuola. I due mondi hanno necessità di comunicare tra loro”. Un iter che, a detta della dottoressa, si prolunga “almeno fino alle scuole medie superiori, quando poi il discorso si fa più complesso, ma i ragazzi hanno già un percorso abbastanza strutturato”.

Toccato anche il tema “dell’invalidità civile”. La guida illustra “come si fa la domanda, perché si fa e a che cosa serve. A che cosa ha diritto questo bambino? A quali strumenti si può accedere per questo bambino?”. E ancora: “Approfondiamo pure l’ente del patronato in aiuto alle famiglie, il terzo settore e le associazioni al suo interno”.In questo ambito, la guida tenta di fare chiarezza e di spiegare con facilità alle famiglie “che cos’è il terzo settore? Cosa sono le associazioni? Come ci possono aiutare?”. All’interno della guida, poi, ci sono i fondamenti di “tutela legale: l’interdizione, l’amministratore di sostegno, l’inabilitazione”, fino alla “fiscalità e all’universo assicurativo, con un cenno anche sulla legge 112 del ‘Dopo di Noi'”.

“Un’arca di Noè”, come l’ha definita il presidente della Sipps, Giuseppe Di Mauro, realizzatasi grazie “alla disponibilità delle società scientifiche, e di un numero importante di professionisti- spiega Aimati- che hanno fornito il loro contributo in maniera totalmente gratuita e incondizionata”. Multidisciplinarietà e professionalità nel vero senso del termine, a 360 gradi: “Con un dirigente scolastico, un primario dell’Uonpi, un avvocato, un medico legale in commissione Inps”, e consulenze tecniche in ambito “di fiscalità e assicurazioni”. Un supporto “che può e deve arrivare a tutte le persone che hanno necessità di avere queste informazioni. Lo scopo è informare e formare. La guida non aiuterà le famiglie soltanto per portare avanti i diritti ma”, intende anche muovere i primi passi verso un percorso di formazione “delle famiglie stesse, che hanno doveri verso la società e devono conoscere i margini delle possibili richieste”. Per ogni bambino disabile, chiosa Aimati, “c’è una mamma e un papà, un fratello, una sorella, nonni e nonne. È necessario che l’inclusione sia rivolta a tutti loro, alla famiglia a 360 gradi, non può essere pensata solo per il singolo”, da qui il titolo della guida. La Sip e la Sipps, conclude la dottoressa, “stanno dando un aiuto reale alle famiglie, vogliamo rendere più facile il percorso della disabilità”. La guida sarà presentata ad entrambi i convegni nazionali.