dicembre 12th, 2020

Il divano a forma di bocca compie 50 anni

Pubblicato il 12 Dic 2020 alle 6:20am

Compie cinquant’anni l’iconico divano a forma di labbra, progettato da Gufram nel 1970. (altro…)

George Clooney ricoverato d’urgenza per una pancreatite dopo aver perso troppi chili in fretta

Pubblicato il 12 Dic 2020 alle 6:07am

George Clooney ricoverato d’urgenza per una pancreatite dopo aver perso troppi chili velocemente, per il suo nuovo film, “The midnight sky”, (disponibile su Netflix dal 23 dicembre) di cui è protagonista e regista. A raccontare la vicenda – mentre promuoveva la sua pellicola di fantascienza, lui stesso, che oggi ha 59 anni, al tabloid inglese Mirror, confermando di essere stato stato ospedalizzato a quattro giorni dall’inizio delle riprese del film in cui interpreta uno scienziato solitario di stanza nell’Artico che, dopo una catastrofe globale, cerca di contattare un equipaggio di astronauti per avvertirli di non tornare sulla Terra.

L’attore aveva accusato forti dolori allo stomaco affrontando giorni di convalescenza. Era dimagrito di 14 chili troppo velocemente.

“Forse ho provato a perdere peso troppo in fretta- ha spiegato l’attore hollywoodiano – e non mi sono preso abbastanza cura di me stesso. Ci sono volute alcune settimane per migliorare e come regista non è stato facile perché ci vuole energia. Eravamo su un ghiacciaio in Finlandia, il che ha reso il lavoro molto più difficile. Ma sicuramente ha aiutato con il personaggio”. Il film diretto e interpretato da George Clooney e scritto Mark L. Smith è un racconto post-apocalittico che segue Augustine (Clooney), uno scienziato solitario nell’Antartide che cerca di impedire a Sully (Felicity Jones) e ai suoi colleghi astronauti di rientrare sulla Terra, colpita da una misteriosa catastrofe globale. Clooney dirige l’adattamento dell’acclamato romanzo di Lily Brooks-Dalton La distanza tra le stelle. Lo interpreta a fianco di David Oyelowo, Kyle Chandler, Demián Bichir e Tiffany Boone.

ANMAR E APIAFCO: in tempo di Covid non abbandonare le cure e ”Resta In Contatto Con Il Tuo Medico”

Pubblicato il 12 Dic 2020 alle 6:00am

Interruzione della continuità terapeutica e conseguente peggioramento delle patologie: uno degli effetti collaterali della pandemia da Covid-19 è senza dubbio la difficoltà dei pazienti con patologie croniche di tenere sotto controllo la propria condizione clinica, una situazione che si sta prolungando anche nella fase due della pandemia. A rischio anche i pazienti con malattie infiammatorie croniche reumatiche e dermatologiche che da mesi si recano sempre meno frequentemente in ospedali e ambulatori per visite di controllo o prime visite diagnostiche, con un riflesso importante in termini di tempi di accesso alle cure, mancata aderenza della terapia e aumento di riacutizzazioni e ricadute.

Nasce cosi “RESTA IN CONTATTO CON IL TUO MEDICO”, la campagna promossa da ANMAR (Associazione Nazionale Malattie Reumatiche) e APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza), realizzata con il contributo non condizionante di Amgen, proprio per esortare i pazienti con artrite psoriasica, artrite reumatoide e psoriasi, a mantenere il contatto con il proprio medico di riferimento, senza trascurare l’aderenza alla terapia.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie): i medici di famiglia rappresentano da sempre il punto di riferimento dei pazienti sul territorio e, ora, ricoprono un ruolo molto importante poiché possono colmare la lacuna che si è venuta a creare con la chiusura degli ambulatori, diventando la figura di raccordo tra il paziente e lo specialista.

Grazie ad una campagna social con video-interviste a specialisti e associazioni, ANMAR e APIAFCO vogliono stimolare i loro associati a rimanere in contatto con il proprio medico e a non abbandonare le terapie.

Inoltre attraverso “Resta in contatto”, le due Associazioni puntano a sensibilizzare le istituzioni sanitarie sui rischi della mancata aderenza alla terapia e sulla difficoltà di accedere ai controlli specialistici e alle cure abituali: a questo proposito, è in programma un incontro a porte chiuse tra ANMAR e APIAFCO, gli specialisti reumatologi e dermatologi e i medici di medicina generale per mettere a punto un documento condiviso di raccomandazioni per i pazienti con malattie croniche reumatiche e dermatologiche. Il documento offrirà indicazioni su come gestire al meglio queste patologie in tempo di Covid-19, grazie alla collaborazione con il proprio medico, e sarà promosso e divulgato attraverso i canali web delle associazioni e i media.

“Da marzo 2020 – ha dichiarato Silvia Tonolo, Presidente ANMAR – abbiamo assistito a una riduzione del 40% dell’impiego di alcune terapie farmacologiche per la cura delle malattie croniche e alla diminuzione di prescrizioni per pazienti di nuova diagnosi che in alcuni ambiti arrivano all’85%. La mancata aderenza alle terapie, così come i ritardi nei controlli e nelle diagnosi aumentano sensibilmente il rischio di peggioramento delle malattie infiammatorie croniche, con esiti che possono divenire anche irreversibili per i nostri pazienti. Noi lavoriamo da mesi per sensibilizzare le istituzioni a garantire terapie e controlli medici, ma è arrivata l’ora di un’azione diretta su pazienti e caregiver che dopo tanto tempo si stanno lasciando andare e che, invece, devono continuare a tenere duro, senza abbandonare il contatto con il medico di riferimento”.

Benché dalla fine dell’estate molti ospedali abbiano recuperato il 60% delle prime visite per psoriasi e artrite psoriasica, i controlli periodici dei pazienti già in trattamento sono stati rinviati e con l’attuale recrudescenza del contagio la situazione non andrà migliorando nell’immediato futuro.

“Il fenomeno a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi e che stiamo tentando di arginare – ha affermato Valeria Corazza, Presidente APIAFCO – è il forte senso di abbandono che ha pervaso i pazienti con psoriasi e artrite psoriasica e il conseguente aumento delle richieste per assistenza psicologica. Si tratta di malattie in cui l’aspetto emotivo ha un comprovato ruolo scatenante e, al tempo stesso, è messo a dura prova dalla “visibilità” delle lesioni che provoca nei pazienti disagio e senso di fragilità. Oggi la telemedicina è più sulla carta che praticata. È indispensabile, quindi, che i pazienti facciano in modo di mantenere vivo il rapporto con il medico di riferimento, con cui devono restare in contatto per poter affrontare insieme i disagi della pandemia”.