La differenza tra i livelli di pressione sanguigna tra i due arti sarebbe la spia più importante di un rischio maggiore di infarti e ictus. Questo è quanto merge da uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Exeter, pubblicato su Hypertension, che potrebbe portare a una revisione delle linee guida di intervento sanitario.

La ricerca è stata effettuata incrociando altri 24 studi per un totale complessivo di circa 54mila soggetti provenienti da Europa, Stati Uniti, Asia e Africa. Gli studiosi hanno anche analizzato i valori pressori di 3.000 scozzesi tra i 50 e i 75 anni. Le loro condizioni di salute, monitorandole per circa 8 anni. Controllando tali dati, sia per il braccio destro che per quello sinistro, è emerso che più grande era la differenza della pressione sanguigna tra gli arti più alto era il rischio aggiuntivo per la salute del paziente, soprattutto quella cardiovascolare.

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