Arcuri: “L’obiettivo è vaccinare tutti gli italiani entro l’autunno”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Gen 2021 alle ore 6:00am

“All’appuntamento con i vaccini l’Italia si è fatta trovare pronta, ma ora “servono i vaccini, perché noi non li produciamo”, ha detto Arcuri. “Noi non produciamo vaccini, facciamo il tifo perché il massimo numero di quelli in fase di sperimentazione sia autorizzato dalle autorità europee ed italiane – aggiunge – Noi dobbiamo e stiamo riuscendo a somministrare tutti i vaccini che abbiamo, ma purtroppo non ne abbiamo ancora 120 milioni”. “Abbiamo messo in campo un complesso sistema organizzativo. Siamo il secondo in Europa o il primo paese per abitante nella classifica delle persone vaccinate. Un risultato importante e non scontato. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo o superato un traguardo? Per nulla. Abbiamo iniziato per bene questa lunga traversata, abbiamo dimostrato di saperci coordinare, di remare tutti verso lo stesso porto in uno spirito di collaborazione ammirevole. Ringrazio tutti i governatori per lo sforzo e la passione che stanno mettendo in campo. Se posso devo ringraziare ancora di più il personale sanitario”, ha aggiunto. “Avevamo chiesto a tutti i medici e infermieri di darci una mano con le vaccinazioni, mentre parliamo abbiamo 19.499 candidature, e ce ne sono altre 5.098 in compilazione. Se tutti concluderanno l’iter arriveremo a 24.599 tra medici, infermieri e assistenti sanitari che hanno voglia di darci una mano”. Immunità di gregge 80% della popolazione “Per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge, secondo gli esperti, dovrà essere vaccinato l’80% della popolazione, quindi più o meno 48 milioni di italiani”. “Noi facciamo il tifo – ha aggiunto – perché tutti gli italiani che vorranno essere vaccinati siano ‘tutti gli italiani’. Ma questo ce lo diranno solo i prossimi mesi”. A febbraio vaccino agli over 80 “Chi verrà vaccinato? Il piano precisa abbastanza nitidamente le categorie in ordine di tempo si comincia con i medici e infermieri degli ospedali, circa 1,8 milioni di persone, le più esposte. Si prosegue con gli over 80, a febbraio, circa 4 milioni, si prosegue con il personale docente, le forze dell’ordine, il personale del trasporto pubblico. Si prosegue con le persone che hanno più di 60 anni. La scansione per categoria è definita, in base all’esposizione del contagi, dibatterne è importante ma non comprendere che la scansione si basa sulle dotazione che via via avremo è ingiusto”.