Gennaio 21st, 2021

Piemonte, vaccinazioni anti-covid anche in farmacia

Pubblicato il 21 Gen 2021 alle 6:14am

Nel corso della campagna di vaccinale contro il coronavirus, scenderanno in campo oltre ai medici di medicina generale in Piemonte anche i farmacisti. L’accordo è stato siglato con Federfarma Piemonte e Assofarm nella sede dell’Assessorato regionale alla Sanità, alla presenza dell’assessore Luigi Genesio Icardi.

«Rimettiamo in pista il collaudato tandem farmacisti-medici di famiglia che in appena due mesi ha permesso di vaccinare quasi un milione di piemontesi contro l’influenza. Un sistema di distribuzione e somministrazione dei vaccini – osserva l’assessore Icardi – che ha dimostrato di funzionare bene e che sarà determinante anche sul fronte del covid19. E’ un risultato strategicamente molto importante, perché ribadisce il ruolo di primo piano dei farmacisti nell’ambito della medicina territoriale, consentendo una copertura vaccinale assolutamente capillare ed efficace».

Vaccino anticovid e gravidanza

Pubblicato il 21 Gen 2021 alle 6:10am

Il vaccino anti Covid-19 è già una realtà nel nostro paese. A partire dallo scorso dicembre in Italia è iniziato il piano nazionale di vaccinazione, articolato in più fasi. Attualmente vengono somministrati vaccini di tipo mRNA sviluppati da Pfizer/BioNTech e Moderna. Una volta somministrato questo tipo di vaccino, l’mRNA aiuta a creare proteine comuni al Sars-Cov-2, sviluppando nell’immunità umorale degli anticorpi che ci difenderebbero dal virus, nel caso in cui venisse a contatto con il nostro organismo.

“Se una donna volesse vaccinarsi contro il Covid-19 prima o durante la gravidanza, noi di IVI consigliamo di discutere la decisione con i professionisti sanitari che assistono la donna, per valutare i potenziali benefici e rischi del caso specifico. D’altra parte, dal momento che le donne in gravidanza e allattamento non sono un target prioritario dell’offerta di vaccinazione contro il Covid-19 e che il calendario di vaccinazione non è ancora definito per le donne in età fertile, non c’è motivo di posticipare la ricerca di una gravidanza o l’inizio di un’indagine di fertilità o di un trattamento di riproduzione assistita, comprese le fecondazioni eterologhe, con donazione di gameti”, spiega la Dott.ssa Daniela Galliano, Amministratore Delegato e Responsabile Centro PMA di IVI Roma.

Questi vaccini sono farmaci nuovi, non ancora testati sulle donne in gravidanza durante le fasi di studio per l’approvazione. Tuttavia, nel caso dei vaccini di tipo mRNA, che non utilizzano vettori virali, non vi è alcun rischio che il vaccino stesso abbia un effetto negativo sull’embrione. Per questo motivo, la somministrazione non è raccomandata alle donne in gravidanza solo ed esclusivamente perché i dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati. Ad ogni modo, va aggiunto che finora non ci sono dati pubblicati su un effetto teratogeno del virus, cioè di malformazioni o danni al feto, in pazienti infette da Covid-19 durante il primo trimestre di gravidanza.

Secondo le indicazioni dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità), nonostante non siano disponibili dati per valutare gli effetti dei vaccini Covid-19 in gravidanza e allattamento, la vaccinazione non è controindicata. In base alle raccomandazioni ad interim, emesse in attesa di nuove evidenze, l’OMS raccomanda di non utilizzare il vaccino in gravidanza salvo nei casi in cui i potenziali benefici superino i rischi, come per le operatrici sanitarie ad alto rischio di esposizione al virus o per le donne con comorbidità che le espongono al rischio di malattia grave da Covid-19. Le donne in queste condizioni devono valutare, con i sanitari che le assistono, i potenziali benefici e rischi e la scelta deve essere fatta caso per caso.

“Considerando che l’inizio di un trattamento è un buon momento per sottoporsi a medicina preventiva, e poiché la vaccinazione viene effettuata in base a un calendario ufficiale e non è possibile scegliere il momento in cui vaccinarsi, noi di IVI consigliamo la somministrazione del vaccino prima di iniziare un trattamento in pazienti ad alto rischio di sviluppare complicazioni severe da COVID-19. A seconda dei casi, dovrà trascorrere un periodo compreso tra un minimo di pochi giorni a un massimo di due mesi dalla somministrazione della seconda dose per poter iniziare il trattamento di riproduzione assistita – inseminazione o trasferimento di embrioni. Nel caso in cui, per una donna, la somministrazione del vaccino dovesse avvenire durante il trattamento di riproduzione assistita, IVI raccomanda comunque di vaccinarsi, poiché è possibile portare avanti sia il ciclo del trattamento sia la vaccinazione.”, aggiunge la Dott.ssa Galliano.

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA), sull’uso di vaccini di tipo mRNA nelle donne in gravidanza, certifica che gli studi sugli animali non hanno mostrato effetti dannosi. Tuttavia, i dati relativi all’uso di questi vaccini in donne in gravidanza sono limitati. Pertanto, la decisione sulla somministrazione del vaccino contro il Covid-19 nelle donne in gravidanza deve essere presa in modo coscienzioso, bilanciando rischi e benefici.

L’American Association of Gynecologists and Obstetricians, l’American Society for Reproductive Medicine (ASRM), la Maternal-Fetal Society e il Center for Disease Control (CDC) non raccomandano di limitare l’uso del vaccino nei pazienti che stanno pianificando una gravidanza, in chi è attualmente in gravidanza o in allattamento.

Per quanto riguarda la somministrazione di vaccini di tipo mRNA in pazienti che stanno eseguendo trattamenti di fertilità, l’American Association for Reproductive Medicine (ASRM) afferma che i pazienti sottoposti a trattamenti di riproduzione assistita devono essere consigliati da uno specialista.

Nuovi farmaci contro il diabete, efficaci per proteggere anche dalle malattie cardiovascolari

Pubblicato il 21 Gen 2021 alle 6:00am

In arrivo nuovi farmaci contro il diabete di tipo 2. Si tratta di antagonisti del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2), in quanto, agiscono a livello del tubulo renale riducendo il riassorbimento di glucosio e sodio con conseguente aumentata escrezione di zucchero con le urine. Già dopo i primi trials clinici gli scienziati si sono accorti che l’efficacia andava oltre il controllo metabolico, verosimilmente grazie ad un effetto diretto che agiva a livello cardiovascolare. (altro…)