Coppia italiana va in Ucraina per avere un figlio attraverso una madre surrogata. Nasce Alice, i genitori la riconoscono come figlia e rientrano in Italia. La bambina viene affidata a una babysitter. Per un po’ la coppia scrive alla tata, chiede notizie e invia dei soldi. Poi i genitori spariscono. La tata si affeziona alla bimba ma non sa cosa fare. Non può crescerla. E si rivolge al Consolato italiano.

La vicenda passa così nelle mani della Procura territorialmente competente e della Procura per i minori. I magistrati contattano i genitori che confermano la loro volontà di non voler tenere più la bambina.

Ed è qui che entra in scena l’ispettore, o meglio lo Scip, l’ufficio interforze composto da Polizia, Carabinieri, guardia di Finanza e Penitenziaria.

Ora la bambina verrà affidata a una nuova famiglia italiana. È stato lo stesso Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) a gestire il caso della piccola abbandonata in Ucrina, con il rientro della bambina a Milano Malpensa da Kiev.

“La piccola ha dormito per due ore e mezza, tutta la durata del viaggio, in braccio a me. Aveva un buon profumo. Per come si era presentata la missione avevano paura di trovare una piccola mal tenuta, non ben nutrita deprivata affettivamente, ma non è stato così: la bambina, che ha 15 mesi, è allegra e interagisce positivamente con gli adulti”: a raccontare all’Ansa quanto accaduto alla bambina abbandonata in Ucraina e riportata in Italia è la pediatra Carolina Casini. Con la Croce Rossa la pediatra ha riportato in Italia la piccola.

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