“C’è l’accordo politico ad agire sulle aliquote Irpef. E altrettanto un ragionamento sull’Irap che vede una scelta verticale, partendo dalle 850mila persone fisiche, autonomi e ditte individuali, aggiungendo eventualmente le start up.

Questo è l’accordo politico, ora Franco ne deve parlare con Draghi, noi con i nostri partiti e poi rivederci”: ha annunciato il viceministro al Mise Gilberto Pichetto al termine del tavolo al Mef.

Scendono da 5 a 4, le aliquote irpef. Il quadro scaturito dal taglio Irpef, quindi, dovrebbe generare questo nuovo scenario di tassazione Irpef a partire già dal 1 gennaio 2022.

Per la fascia di reddito fino a 15mila euro resterebbe l’aliquota in vigore del 23%, mentre quella compresa tra 15 e 28mila euro vedrebbe passare la tassazione dal 27% al 25%, ossia -2 punti percentuale.

Mentre lo scaglione di reddito compreso tra i 28 e i 55mila euro vedrebbe un abbassamento dell’aliquota percentuale dal 38% al 35%.
Ossia -3 punti.

Superato tale limite, ossia i redditi superiori ai 55 mila euro, passerebbero direttamente ad un’aliquota irpef del 43%.

Sulla no tax area per ora si valutano ulteriori piccole modifiche. Anche per detrazioni fiscali. Via il bonus Renzi di 80 euro, diventati poi 100, sparirà con la riforma dell’Irpef. Secondo quanto si apprende, le detrazioni saranno riordinate, e riassorbiranno i bonus. Il lavoro di definizione delle detrazioni è ancora in corso, però.

photo crediti quifinanza.it

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