L’equipe medica multidisciplinare del Gaslini di Genova ha eseguito con successo un doppio intervento chirurgico, salvavita, su un neonato affetto da una gravissima malformazione di trachea e laringe, che generalmente porta alla morte, con tecniche innovative di chirurgia fetale e management perinatale intensivo.

Il primo intervento fetale e il secondo che avviene nel mondo, secondo l’ospedale pediatrico genovese, per una atresia laringea, che impedisce il flusso d’aria verso la trachea.

Durante la gravidanza alla madre era stata diagnosticata la malformazione alla 22/a settimana. E così al Gaslini di Genova, hanno salvato la vita al suo nascituro. Solo una decina di piccoli, nel mondo riesce a farcela, superando questa patologia, rivelano gli specialisti del settore del nosocomio di Genova.

“L’intervento di chirurgia fetale è stato eseguito a 29 settimane di gestazione. La minima apertura delle vie aeree che si ottiene con l’intervento fetale non è tuttavia sufficiente a consentire la respirazione autonoma del neonato al momento della nascita. Dopo 10 giorni è avvenuto il parto attraverso una tecnica molto sofisticata di taglio cesareo chiamata Exit (Ex-Utero Intrapartum Treatment): il feto viene estratto parzialmente dall’utero materno e mantenuto collegato alla placenta. Una volta intubato o, come in questo caso, dopo una tracheotomia, il bimbo viene estratto completamente” spiega il dottor Andrea Moscatelli direttore della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica.

Il piccolo alla nascita pesava 1,7 kg e oggi ha 40 settimane di età corretta, pesa 3 kg, è molto reattivo e vivace. È ancora collegato al ventilatore attraverso la tracheostomia ed è dipendente dalla nutrizione parenterale. “Il bambino sta bene e cresce ma dovrà affrontare quando sarà più grande un difficile intervento per poter respirare da solo senza la tracheotomia” spiega il dottor Michele Torre del Centro di Chirurgia Pediatrica Toracica e delle Vie Aeree del Gaslini.

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