Simona Cinà, pallavolista di 20 anni è morta tragicamente durante una festa in una villa privata a Bagheria, in provincia di Palermo. La giovane, conosciuta per la sua passione per la pallavolo, ha lasciato un vuoto incolmabile tra amici, familiari e la comunità sportiva locale. La dinamica dell’incidente, avvenuto in piscina, è ancora al vaglio degli inquirenti.
Fino allo scorso anno indossava la maglia della Acds Capacense Volley, distinguendosi non solo come giocatrice, ma anche come insegnante per i più piccoli. Cercava, infatti, di trasmettere la passione per questo sport ai bambini. La giovane si era distinta anche nel beach volley, diventando una promessa del settore.
Non solo sportiva. “Simona era una salutista, attentissima all’alimentazione, non beveva“, racconta il legale della famiglia Cinà, l’avvocato Gabriele Giambrone. Caratteristiche che alimentano i punti oscuri sulla vicenda.
Simona Cinà studiava Scienze motorie all’Università di Palermo. L’anno scorso aveva messo in pausa la sua carriera sportiva per un’esperienza di Erasmus in Spagna, dove aveva anche raggiunto il fratello. “Era una giovane assennata che amava lo sport e si impegnava molto. Una grande perdita”, ha detto Paolo Di Maggio presidente Acds Capacense Volley. Sul suo profilo Instagram scorrono immagini di un’estate spensierata: serate con le amiche, balli in spiaggia e momenti di gioia. Testimonianza di una vita piena di energia e progetti.
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