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Le prime ore del mattino del 6 agosto 1945 l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica ‘Little Boy‘ su Hiroshima, provocando oltre 140.000 vittime, con la distruzione di circa il 70% degli edifici. Tre giorni dopo, gli americani usarono un’altra bomba su Nagasaki, causando la morte di almeno 74.000 persone, quasi esclusivamente civili.

Sono trascorsi 80 anni dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki il Giappone si prepara alla commemorazione di una “catastrofe immane” e senza precedenti: quella innescata dalla Seconda guerra mondiale, “che non può e non deve essere dimenticata dalle nuove generazioni, per non trovarci a combattere in un altro conflitto”.

A dirlo è proprio il premier nipponico, Shigeru Ishiba, nel corso di un’audizione parlamentare, anticipando il presagio di una nuova era, che vede l’avvicendarsi di molteplici ostilità a livello globale, e la mai sopita animosità tra le due maggiori super potenze nucleari, come Russia e Stati Unitid’America,  in un mondo diviso in blocchi e fazioni, nonostante le tragiche lezioni della storia dell’umanità.

Centoventi le nazioni che saranno presenti a Hiroshima domani.  Quest’anno la città ha invitato tutti i Paesi e le regioni con missioni diplomatiche in Giappone o uffici di rappresentanza presso le Nazioni Unite, e ha accettato la richiesta di Taiwan di partecipare per la prima volta. “Spero che, assistendo in prima persona alla realtà del bombardamento atomico, i partecipanti si rendano conto delle conseguenze disumane dell’uso delle armi nucleari”, ha dichiarato il sindaco Shiro Suzuki.