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Si parla dell’art.5 in relazione all’Ucraina, che non è tra i 32 Paesi Nato, perché il 6 marzo, al Consiglio straordinario europeo, il premier Giorgia Meloni ha per prima proposto agli alleati di estendere le garanzie previste dall’art.5 della Nato all’Ucraina. Questa proposta è la stessa che poi Trump ha fatto a Putin nel summit di Anchorage di Ferragosto.

L’articolo 5 del trattato Nato è un pilastro dell’Alleanza Atlantica: i Paesi membri della Nato, le parti, “concordano che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nel Nord America sarà considerato un attacco contro tutte”. Dunque, ciascuna dovrà intervenire in soccorso del Paese attaccato “intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che ritiene necessaria, incluso l’uso della forza armata”. Se da un lato l’azione che ogni Paese “ritiene necessaria” non significa il ricorso automatico all’intervento militare, dall’alto il riferimento esplicito all’uso “della forza armata” è servito per tutti questi anni da deterrente.

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