Dopo il via libera in prima lettura del disegno di legge governativo che introduce il reato di femminicidio, Palazzo Madama punta a intervenire sul fronte della prevenzione in materia di violenza sulle donne. L’iniziativa è partita dal senatore Fdi, Renato Ancorotti: la proposta, ora all’esame della commissione Giustizia di Palazzo Madama, introduce la figura dello psicologo e dello psichiatra forense, che affiancheranno magistrati e pubblici ufficiali nei procedimenti penali relativi ai casi di violenza di genere.
Ciò significa, riporta il Messaggero, che già a partire dalla fase degli interrogatori potranno segnalare i casi a rischio di degenerazione, con la possibilità per le autorità procedenti di assegnare il denunciato a strutture sanitarie (e non) per il suo recupero.
Nel dettaglio, di fronte a condotte di “pericolo attuale” o di “reiterazione”, gli ufficiali, gli agenti di polizia giudiziaria o il pm potranno sottoporre il soggetto denunciato a un accertamento sanitario temporaneo e obbligatorio, mentre spetterà al gip la facoltà di poter imporre o meno, nei confronti dell’indagato, “percorsi psicoterapici” per il contenimento dei comportamenti violenti.
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