Un vero e proprio incubo per gli inquilini ignari di un palazzo: scoprire di essere spiati da microcamere nascoste nelle camere da letto o nei bagni dei loro appartamenti. E’ accaduto a L’Aquila, dove dopo tre denunce è scoppiato il caso e gli investigatori hanno scoperto altre webcam nascoste nelle abitazioni di quasi tutti gli affittuari.
La Procura ha aperto un’inchiesta per interferenze nella privacy, per ora, contro ignoti. Nel mirino l’unico proprietario, un 50enne aquilano, sposato con una avvocata. Ma anche possibili terzi, il cerchio si stringe anche sull’impresa che ha effettuaato i lavori di ristrutturazione. La notizia è stata data da il Messaggero che spiega dall’inizio della vicenda.
A fare la prima denuncia è stata una giovane donna che mentre si guardava allo specchio ha notato uno strano sbrilluccichio provenire da una mensola. Insospettita ha iniziato a cercare cosa potesse essere scovando, con sorpresa, la webcam. Così non ha aspettato ed è andata subito a sporgere denuncia alla polizia. La situazione si è aggravata quando a questa denuncia se ne sono seguite altre due, da altri due affittuari, una donna e un uomo, dello stesso palazzo. Rinvenute, pertanto, dopo le perquisizioni piccole telecamere nascoste nei bagni e nelle stanze da letto.
La Procura de L’Aquila ha quindi aperto l’inchiesta per interferenze illecite nella privacy e fatto altri sopralluoghi negli appartamenti degli altri inquilini ignari di tutto, scoprendo che anche lì vi fossero webcam nascoste. Quasi in tutte le abitazioni.
Ora bisogna capire l’entità dell’inchiesta, quante persone siano coinvolte oltre alle vittime (che potrebbero essere molte di più dato che gli affitti sono annuali) e dove siano finite queste immagini che hanno violato la vita privata di inquilini ignari di quanto avvenisse a loro insaputa.
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