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La Corte d’Assise di Milano ha ridotto la condanna a 24 anni a Alessia Pifferi,

nell’ambito del processo sulla morte per stenti della figlioletta Diana. In primo grado la Corte aveva deciso per l’ergastolo.

Ora, invece, il collegio presieduto dalla giudice Ivana Caputo, con a latere Franco Anelli, ha riconosciuto ad Alessia Pifferi le circostanze attenuanti generiche, ritenendole equivalenti all’unica aggravante residua, quella del vincolo di parentela.

È stata invece esclusa l’aggravante dei futili motivi, mentre la premeditazione non era stata già riconosciuta in primo grado. La Corte ha inoltre eliminato la misura di sicurezza della libertà vigilata prevista al termine della pena e ha confermato l’obbligo per Pifferi di risarcire le spese processuali sostenute dalla madre e dalla sorella, costituite parti civili.