La città di Milano
si mobilita per Alessandro, il 15enne morto nel maggio 2017 mentre giocava a basket con gli amici su un campetto in via Dezza. La madre porta regolarmente in suo ricordo girasoli che venivano strappati e una scritta è comparsa nei giorni scorsi in risposta al biglietto della famiglia che chiedeva rispetto per quel fiore (“Se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera”) ha scatenato una vera e propria ondata di solidarietà.
Con diversi cittadini che hanno portato un girasole da lasciare sulla rete. La mobilitazione è partita mercoledì sera, il giorno in cui si è diffusa la notizia, come ha raccontato su Facebook Niccolò Libero Orlando, consigliere del Municipio 6 di Milano: “Questa sera (mercoledì sera, ndr) è successo qualcosa di bello, qualcosa che Milano dovrebbe ricordarsi. Dopo la storia dei girasoli strappati al campetto di via Dezza, un gruppo di cittadini si è dato appuntamento lì, in silenzio, senza clamore, e ha lasciato un fiore. Un girasole ciascuno. Un gesto semplice, ma pieno di significato: restituire dignità a un ricordo, proteggere il dolore di una madre, ricordare Alessandro nel luogo che amava di più. Hanno scelto di rispondere alla cattiveria con un atto di gentilezza. Il campetto stasera era diverso. Che questo girasole diventi un simbolo non soltanto di un ragazzo portato via troppo presto, ma di una comunità che sa ancora stringersi, proteggere, farsi presente. A volte basta un fiore per far vedere da che parte sta la città. E stasera Milano ha scelto bene”.
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