Dal primo gennaio anche lo Spid di Poste Italiane è diventato a pagamento. L’azienda ha introdotto un canone annuo pari a 6 euro per il rinnovo dell’identità digitale, seguendo quanto già fatto da altri provider. I numeri definiscono meglio la portata di questa decisione: alla fine del 2024 risultavano attivi in Italia circa 40 milioni di identità Spid, di queste, poco meno di 30 milioni fanno capo a Poste Italiane attraverso il servizio PosteID.
Una decisione maturata dal progressivo aumento dei costi per gestire l’infrastruttura tecnologica a cui va aggiunto il congelamento, dal 2023 ad aprile 2025, dei fondi pubblici destinati ai provider del servizio. Solo alcuni mesi fa, con grande ritardo, sono arrivati i 40 milioni di euro previsti dal PNRR per sostenere la transizione digitale e garantire la continuità del servizio. Nel frattempo gli operatori hanno continuato a investire in infrastrutture, sicurezza e manutenzione.
Questa novità non riguarda proprio tutti gli utenti di Poste Italiane. Rimangono, infatti, esenti dal contributo le seguenti categorie:
- Minorenni
- Cittadini con almeno 75 anni di età
- Residenti all’estero
- Titolari di Spid a uso professionale
- Coloro che hanno lo Spid di Poste attivo da meno di un anno. In questo caso nessuna spesa immediata, il pagamento sarà richiesto solo allo scadere del primo anno di attivazione dell’identità digitale.
- Chi non rientra in queste categorie sarà costretto a versare il contributo previsto o cercare una alternativa gratuita.
Per coloro che decidono di non pagare tale servizio annuale, recedendo entro 30 giorni dalla comunicazione, esistono altri provider di Spid che, momentaneamente, continuano a offrire il servizio gratuitamente. E parliamo del CieID, sistema che si basa sulla Carta d’Identità Elettronica, documento obbligatorio e che sta pian piano sostituendo le vecchie Carte d’Identità cartacee. Il servizio è gratuito, e resterà tale, gestito direttamente dallo Stato e permette di accedere ai servizi online senza affidarsi a un provider.