Chiara
Petrolini era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. A dirlo è la perizia psichiatrica disposta dalla Corte di Assise di Parma nel processo in cui la 22enne è accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli nel giardino della villetta della casa di famiglia a VIgnale di Traversetolo dove abitava con i suoi genitori.
Il primo bambino sarebbe nato il 12 maggio 2023, mentre il secondo il 7 agosto dell’anno successivo. Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non hanno infatti identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell’imputata, ritenuta anche capace di stare in giudizio. Viene tuttavia definito come un soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati ai minori.
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