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Una mamma di 31 anni è accusata di avere preso a calci e schiaffi i propri figli, di uno e tre anni, per averla disturbata mentre era al cellulare, chiedendole attenzioni per mangiare, andare in bagno o semplicemente per una carezza. La donna, che è difesa dall’avvocata Francesca Solporini, è accusata ora di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.

A settembre la giudice delle indagini preliminari, Carla Pastorini, aveva disposto l’allontanamento dalla casa e il divieto di avvicinamento ai bambini, imponendo anche l’uso del braccialetto elettronico per poterne controllare eventuali trasgressioni.

A denunciare la donna il marito: la pm Silvia Saracino aveva attivato immediatamente il codice rosso e in pochi giorni aveva chiesto e ottenuto la misura, eseguita dagli agenti della squadra mobile. L’uomo aveva anche raccontato di avere notato un comportamento aggressivo della donna nei confronti dei piccoli e anche dei lividi sul corpo di entrambi, che la moglie aveva sempre giustificato dicendo che erano dovuti a cadute. Non convinto dal racconto, il marito aveva fatto installare delle telecamere in casa con la scusa di prevenire i furti.

Il sistema di videosorveglianza aveva registrato le botte che la trentunenne aveva dato ai due bimbi: il più grande era stato colpito alla testa con un telecomando, una volta schiaffeggiato e un’altra preso a calci mentre era a terra. La piccola, di appena un anno, era stata presa a schiaffi in testa. Il tutto sempre perché la disturbavano mentre era al cellulare.