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Il giudice del lavoro di Treviso ha disposto il reintegro in un’azienda di Conegliano per una manager che era stata licenziata, riconoscendole anche un “danno da discriminazione” con un risarcimento di 50mila euro.

A darne notizia è il Corriere del Veneto, il quale ha spiegato, come si legge dalla sentenza che quanto il capo le diceva (“Tu non ti meriti la dirigenza e la posizione, io avrei bisogno di un uomo e per di più con esperienza”) e che l’amministratore della società per cui lavorava la donna, durante le riunioni, pare le ordinasse di fare i caffè a tutti i partecipanti dicendo, “che ciò era compito suo (e della sorella) ‘in quanto donne'”.

Per il tribunale, aggiunge il Corriere, “questi comportamenti, ripetuti nel tempo e avvenuti davanti ad altri lavoratori, hanno avuto un carattere umiliante e dequalificante al punto da configurare una molestia discriminatoria legata al genere”.