Potrebbe essere stato al telefono pochi secondi prima dell’impatto. Intanto si attende l’analisi della scatola nera che sarà decisiva per chiarire con precisione quanto è avvenuto.
La chiamata
Il primo riferimento arriva da una dashcam. Segna le 16:11 e 25 secondi: il momento dell’impatto. Dodici secondi prima, alle 16:11 e 13, il conducente avrebbe chiuso una telefonata. Un particolare decisivo per gli investigatori, che stanno cercando di allineare tutti gli orari con precisione. La conversazione è durata tre minuti e 40 secondi. Per la difesa, però, la comunicazione si sarebbe interrotta almeno un minuto e mezzo prima.
I dubbi
Resta da chiarire cosa sia accaduto negli ultimi secondi. Il collega al telefono ha raccontato di aver salutato senza ricevere risposta. Possibile che il conducente fosse già svenuto e che la chiamata sia rimasta aperta fino all’impatto.
Il macchinista sostiene che si sia trattato di una “sincope vasovagale”. Un malore che, a suo dire, sarebbe stato causato da un infortunio al piede avvenuto poco prima durante il servizio. Un episodio che potrebbe aver influito sulla perdita di controllo del mezzo. Gli agenti della polizia locale stanno lavorando per chiarire la dinamica dell’incidente in cui hanno perso la vita 2 persone e altre sono rimaste ferite nell’impatto del tram contro un edificio a Milano.
Decisiva sarà la scatola nera, che potrà fornire l’orario esatto dell’incidente e i dati di marcia. Un elemento cruciale: non è partita alcuna segnalazione da parte della centrale operativa. Le comunicazioni tra il tram e la control room non mostrano richieste di aiuto o segnalazioni di problemi.