Una donna di 50 anni di Ferrara, caporeparto in un supermercato della provincia di Rovigo, era stata licenziata per giusta causa perché in malattia giocava a padel. Il tribunale ha accolto parzialmente il suo ricorso: non verrà reintegrata, ma l’azienda dovrà corrisponderle 18 mensilità. “Provvedimento sproporzionato e illegittimo”, la motivazione nella sentenza del giudice del lavoro di Rovigo.
La dipendente era stata sorpresa, nel gennaio 2024, in una palestra a giocare a padel mentre era in malattia. Al rientro in servizio, come caporeparto in un supermercato, il datore di lavoro le aveva consegnato una lettera di contestazione disciplinare, comunicandole l’immediata sospensione dal lavoro, finendo poi per licenziarla per giusta causa. La donna lavorava in quell’azienda da 27 anni e ha presentato ricorso contro il licenziamento.
Il Tribunale di Rovigo, alla fine, le ha dato ragione, dopo aver accertato, durante il procedimento, che l’impiegata era andata a giocare a padel al di fuori degli orari della visita fiscale e che quell’attività sportiva non aveva aggravato le sue condizioni fisiche né allungato i tempi di recupero. Ciò in base ai referti delle visite mediche effettuate dopo la frattura e la deposizione di testimoni. “La raccomandazione ripetuta da diversi sanitari ha sempre avuto a oggetto l’astensione del sollevamento di pesi e non dalla pratica di attività sportiva”, si legge nella decisione del giudice.