Francesco Dolci
, ex fidanzato di Pamela Genini, è stato iscritto nel registro degli indagati per vilipendio di cadavere e profanazione della tomba della giovane uccisa da Gianluca Soncin con 76 coltellate, il cui rito abbreviato comincierà a giugno, nell’ambito del’indagine della asportazione della testa della ragazza morta.
Dolci è arrivato ieri prima di mezzogiorno al comando provinciale dei carabinieri di Bergamo ed è stato interrogato dal pm Giancarlo Mancusi e dai militari del reparto investigativo alla presenza del suo legale, l’avvocato Eleonora Prandi. L’abitazione è stata perquisita.
Secondo quanto riportato da il Corriere della Sera, al centro dell’attenzione ci sarebbero le fotografie scattate da Dolci al sepolcro dell’ex fidanzata. Otto immagini realizzate tra il 7 novembre 2025 e il 23 marzo 2026. L’ultimo scatto risalirebbe proprio al giorno della scoperta della profanazione, mentre la famiglia era al cimitero per il trasferimento del feretro. Dolci ha spiegato di essersi recato al cimitero nel tardo pomeriggio, dopo essere uscito da una caserma. Le immagini, secondo lui, servivano a documentare anomalie come viti manomesse e condizioni trascurate della lapide provvisoria.
Ma ad insospettire gli investigatori sarebbero state le viti manomesse, ma anche una traccia visibile in basso nel loculo. Potrebbe trattarsi di mastice (un tipo di colla) utilizzato per richiudere la lastra dopo la profanazione. La bara sarebbe stata aperta nella parte superiore e il corpo della donna decapitato: la testa non è ancora stata trovata.
Da quanto emergerebbe dalle informazioni che si leggono in rete, le domande si sarebbero concentrate su riscontri che i militari hanno ottenuto nei giorni scorsi dalle deposizioni di alcuni testimoni, dall’esame delle immagini delle videotelecamere, comprese quelle relative ai giorni immediatamente precedenti al 23 marzo, data in cui è stata scoperta la profanazione della tomba, e di altre verifiche compiute dagli inquirenti.
La profanazione della tomba
In più circostanze nelle ultime settimane Dolci – impresario edile di professione, con casa a Sant’Omobono Terme – si sarebbe presentato dai carabinieri. A volte per riferire di presunti giri di denaro attorno all’omicidio di Pamela, raccontando quanto denunciato a diverse testate giornalistiche, ma negando sempre di aver avuto a che fare con la profanazione della tomba, avvenuta – stando a quanto emerso dagli esami cui era stato sottoposto il corpo e la bara stessa (aperta e tagliata in maniera certosina) – poco dopo il funerale e la tumulazione, avvenuta il 24 ottobre scorso. In quanto immagini dei funerali, mostrano una bara, già con viti tolte, e manomessa. Poi la macabra scoperta soltanto il 23 marzo scorso, quando il loculo era stato aperto per uno spostamento programmato dal colombario alla tomba di famiglia.
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